Il ministro Galletti fa il punto: “Dissesto idrogeologico priorità nazionale”

Il Ministro dell’Ambiente al Forum Ansa: dall’inquinamento al dissesto idrogeologico, le emergenze ambientali d’Italia Il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti ha partecipato quest’oggi ad un forum con la redazione dell’agenzia stampa Ansa nel quale ha affrontato diversi temi di matrice ambientale: dall’inquinamento al riciclo dei rifiuti, delle trivelle in Adriatico e nel canale di Sicilia fino a quella che è stata individuata come emergenza nazionale principe: il dissesto idrogeologico. Una questione, quella del dissesto, che riguarda in diverse percentuali tutto il territorio nazionale, da nord a sud, per il quale Galletti ha descritto la stesura di un progetto strategico che possa risolvere quella che per il governo Renzi è una priorità in materia ambientale. Già dopo le alluvioni di questo autunno infatti la questione dissesto idrogeologico era finita prepotentemente sia sul tavolo del Consiglio dei Ministri che direttamente nell’agenda del Presidente del Consiglio, il quale ha visitato in particolare le aree del barese colpite dalle piogge incessanti a cavallo tra estate ed autunno.img1024-700_dettaglio2_Gianluca-Galletti-imago-620x350

Galletti ha spiegato ai giornalisti dell’Ansa di aver messo mano al problema in modo concreto:

“Abbiamo messo attenzione particolare e abbiamo individuato il problema: da un lato le poche risorse e dall’altro la governance del processo; abbiamo messo mano a entrambe. […] Prima c’erano i commissari straordinari esterni e la cosa non funzionava perché con una figura esterna in più il sistema va in tilt. Abbiamo riportato la figura all’interno: abbiamo nominato i governatori di Regione commissari e allo stesso tempo abbiamo semplificato molto il lavoro. […] abbiamo lavorato a un Piano strategico che nasce dall’esigenza di puntare a tutte le priorità che le regioni ci hanno inviato: abbiamo messo risorse per quei 2,3 miliardi e 5 miliardi dai Fondi di coesione che andranno a finanziare un piano settennale per quello che è un vero e proprio intervento straordinario”.

ha spiegato Galletti, annunciando comunque di avere già messo in spesa un miliardo di euro (svincolato dal patto di Stabilità) per l’avvio dei cantieri più importanti ed urgenti. Sui cambiamenti climatici invece il ministro pone come “data storica” la firma di Bruxelles apposta da Renzi sull’accordo europeo per contenere le emissioni, una questione sulla quale è intervenuta recentemente anche Naomi Klein. La scrittrice e giornalista canadese aveva parlato proprio delle politiche del governo Renzi e della contradditorietà degli annunci dell’esecutivo italiano con il decreto sblocca-Italia: in realtà secondo molti già quell’accordo di ottobre è in verità una pietra tombale su tutto ciò che riguarda green economy e sostenibilità, visto che secondo gli analisti una larga parte dell’accordo va incontro alle richieste dei signori del carbone polacchi.

“La riduzione sul CO2 non si fa in tempi brevi, noi però alcuni interventi in questo senso li abbiamo già fatti. Tra questi mi piace ricordare ciò che è avvenuto col dl competitività, dove abbiamo messo 350 milioni per l’efficientamento delle scuole e più in generale degli edifici pubblici. E io, vorrei sottolinearlo, credo che l’efficientamento energetico sia una delle strade principali per arrivare alla riduzione di CO2”.

Sulle grandi navi nel canale di Venezia Galletti ha spiegato che vigerà, anche nel 2015, un regime di proroga alle norme già applicate lo scorso anno, che puntano a ridurre il traffico in laguna dei condomini galleggianti mentre su Ilva il ministro sembra essere decisamente più categorico:

“Non ci sarà salvataggio dell’Ilva se non ci sarà anche la realizzazione del piano ambientale. Questo lo sanno tutti e lo sa anche chi vuole investire nell’Ilva. Le due cose stanno insieme. Nessuno può pensare di fare un’azienda lì se non c’è una completa salvaguardia dell’ambiente […] abbiamo una scadenza che è il 30 agosto del 2016, da questa non si scappa: entro quella data dobbiamo realizzare un Piano ambientale che è molto ambizioso. […] Mi auguro che il Parlamento abbia la responsabilità di convertire quel DL nei tempi previsti, qui stiamo discutendo di un’azienda che impiega 12 mila famiglie. […] Sta andando in porto il sequestro di 1,2 miliardi dei Riva da parte del tribunale di Milano e quei soldi andranno alla realizzazione del piano ambientale”.

Il tema dell’anno (e forse del governo) era e resta l’ExPo milanese che partirà a maggio: una scadenza chiave per Palazzo Chigi, che su questo ha oramai fatto terra bruciata (sia nel corpo giudiziario dello Stato che in quello politico) al grido di “se fallisce Expo fallisce l’Italia”. Sul tema Galletti sembra mostrare molta sicurezza, sia sulla reale consegna (nei tempi dovuti) delle opere in costruzione, sia sulla centralità di “temi etici e morali” nella grande kermesse internazionale:

“Io penso che sarà una grande occasione non solo economica per il Paese perché dal punto di vista dell’Ambiente rimarrà un grande messaggio etico che abbiamo messo al centro dell’Expo, quello contro lo spreco alimentare. […] Se c’è un mondo che butta via il cibo e chi muore di fame siamo in un sistema economico che non sta in piedi: è un sistema ingiusto. E’ inaccettabile che ci siano milioni di persone che muoiano di fame. A Expo dobbiamo dirlo con forza. Poi c’è tutto il resto, metteremo in mostra le nostre eccellenze. Ma credo che il primo tema sia etico e morale. […]”

Un tema tipicamente italiano e noto a livello internazionale è invece quello, drammatico, legato alla Terra dei Fuochi, un argomento sul quale Galletti si esprime in modo piuttosto definitivo:

“Non chiamiamola più Terra dei Fuochi […] Posso dire con tranquillità che prodotti che vengono da lì sono prodotti sani: chi dice il contrario dice una falsità”.

Fonte:  Ansa

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