Worldwatch Institute: “Cresce la produzione di plastica nel mondo, riciclo insufficiente”

Nel 2014 la produzione mondiale di plastica ha forse superato le 300 milioni di tonnellate e per Gaelle Gourmelon del centro di ricerca ambientale fondato nel 1974, “il recupero e il riciclaggio restano insufficienti” e così la plastica finisce nelle discariche e negli oceani. Oggi il consumo di plastica in Europa occidentale e in Nord America è in media di 100 kg a persona381747

Da oltre mezzo secolo la produzione mondiale di plastica cresce di anno in anno. Nel 2013 ha raggiunto i 299 milioni di tonnellate, con +4% su base annua, e nel 2014 ha probabilmente superato la soglia dei 300 milioni di tonnellate. A fronte di questo, sottolinea Gaelle Gourmelon del Worldwatch Institute, “il recupero e il riciclaggio restano insufficienti”, e così la plastica finisce nelle discariche e negli oceani.  Oggi il consumo di plastica in Europa occidentale e in Nord America è in media di 100 kg a persona, con il materiale usato in gran parte per il confezionamento, si legge in un articolo pubblicato da Gourmelon su Vital Signs Online. In Asia è di 20 kg, ma la cifra è attesa in rapida crescita insieme all’espansione economica della regione. Stando al Programma ambientale dell’Onu, tra il 22 e il 43% della plastica usata nel mondo finisce in discarica. Tra i 10 e i 20 milioni sono invece le tonnellate di che ogni anno finiscono in mare, dove si stima che attualmente galleggino 269 milioni di tonnellate di plastica. Questi detriti si traducono in 13 miliardi di dollari di perdite annue, causate da danni agli ecosistemi marini, alla pesca e al turismo.
In Europa il 26% dei rifiuti plastici, pari a 6,6 milioni di tonnellate, è stato riciclato, il 36% è stato incenerito per produrre energia e il 38% è andato in discarica. Anche il riciclo però, sottolinea Gourmelon, può non essere virtuoso.
“Gran parte della plastica raccolta per il riciclaggio in Europa, Stati Uniti, Giappone e altri paesi industrializzati viene spedita in nazioni con standard di riciclaggio più bassi”, scrive il manager del Worldwatch Institute. In particolare, il 56% finisce in Cina, dove spesso la plastica usata viene lavorata in aziende a conduzione familiare sotto scarsi controlli di produzione ambientale, ad esempio sul corretto smaltimento di contaminanti e acque reflue.

Fonte: ecodallecitta.it

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