A Marano nel Modenese nasce l’Ufficio di Scollocamento Solidale

L’Associazione di Promozione Sociale ed Ecovillaggio, Tempo di Vivere, ha creato un nuovo progetto per trasformare la crisi in una opportunità per un cambiamento sostenibile. Appuntamento il 12 febbraio, con una serata di presentazione, a cui parteciperà come ospite Paolo Ermani, co-autore, insieme a Simone Perotti, del libro “Ufficio di Scollocamento”, a cui il progetto si ispira.tempodivivere

Scrivono Paolo Ermani e Simone Perotti nel libro Ufficio di Scollocamento, edito da Chiarelettere: «Siamo stati attratti a fare parte attiva di un sistema che non può più funzionare, che per marciare ha bisogno dello sfruttamento di persone e ambiente, che ormai mostra di non poter più mantenere la promessa fatta e sta per estinguersi. […] Segnali, domande, perfino invocazioni che giungono da ogni parte mostrano il disagio e il bisogno di spezzare la catena, di fermarsi, di disoccuparsi dalla posizione esistenziale, sociale, economica e lavorativa nella quale siamo collocati in modo coatto e alienato, e che ora mostra anche i suoi esiti fallimentari». Nasce così l’esigenza (e l’urgenza) di un processo di scollocamento dalla nostra società, che prende vita e forma appunto nell’”Ufficio di Scollocamento”. Non uno slogan, ma una proposta concreta di cambiamento, che ha al centro la persona e il suo benessere. Uno “sportello” per aiutare le persone a scollocarsi da lavoro eccessivo, stile di vita sbagliato, stress, ansia, consumismo, assenza di senso, e a costruire una nuova vita. Il primo Ufficio è nato all’inizio del 2012 e sta svolgendo il suo buon lavoro in Lombardia, Lazio e Umbria. Ma «in ogni territorio – scrivono gli autori del libro – l’Ufficio di Scollocamento dovrà essere declinato in base alle caratteristiche locali», perché l’esperienza di scollocarsi sarà differente per ciascuno. Ed ecco che, proprio in base a questa idea, ne sta nascendo un altro, a Marano sul Panaro, in provincia di Modena, grazie alla forza dell’Associazione di Promozione Sociale ed EcovillaggioTempo di Vivere.  Ne abbiamo parlato con la Presidente dell’Associazione, Katia Prati.Salve Katia, cos’è l’Ufficio di Scollocamento Solidale?
«Scollocarsi significa attuare un cambiamento del proprio modo di vedere se stessi, la vita e il lavoro. Nasce dall’esigenza di pensare fuori dagli schemi abituali per vedere nuove prospettive, attraverso potenzialità e risorse individuali, trasformando la cosiddetta crisi in un’opportunità, con l’obiettivo di ottenere il proprio benessere. Proponiamo un percorso di crescita personale, affiancando coloro che vivono un malessere in campo emotivo e professionale nel fare ordine nella confusione. Aiutiamo a identificare le proprie aspirazioni più profonde e a strutturarle in un progetto concreto tramite il riconoscimento e la messa in pratica dei propri talenti. Oltre ai corsi dedicati a questo tema e alla crescita personale, fondamento per qualsiasi cambiamento, diamo la possibilità agli scollocandi di frequentare un posto creato da scollocati, dove si potrà toccare con mano l’esperienza reale e concreta di un progetto nato dal sogno di un gruppo di individui come tanti. Un posto in cui conoscere persone con cui condividere idee ed esperienze, paure e dubbi, confrontarsi e collaborare. Un luogo in cui sentirsi accolti nelle proprie emozioni e supportati nel processo di trasformazione, passo dopo passo».

Avete delle figure professionali per attuare questi percorsi?

«Certo, la rosa delle nostre competenze professionali va dal counselor al naturopata, al consulente di energie rinnovabili e di agricoltura; disponiamo quindi di una rete interna di formazione e sostegno, in grado di affiancare le persone in ogni fase del processo di scollocamento».
Come ci si riesce a scollocare? Ovvero, oltre alla volontà della persona, quali sono i mezzi o metodi attraverso i quali conducete l’individuo in questo percorso?

«Il primo passo è il Corso Base, che si pone l’obiettivo di stimolare i partecipanti a comprendere le reali motivazioni del desiderio di scollocamento, accogliere le paure che ne derivano e trovare in se stessi le risorse per diventare artefici della propria vita e concretizzare le proprie aspirazioni personali. Successivamente, i corsi di approfondimento affronteranno le diverse tematiche personali e relazionali, fino alla possibile personalizzazione del percorso formativo».
E in cosa consiste?

«I corsi tematici sviluppano o ampliano varie conoscenze professionali (agricoltura sinergica, biodinamica e permacultura, cucina naturale, compostaggio e thermocompost, autocostruzione, autoproduzione, cosmesi naturale, energie rinnovabili ecc.). Non solo, ma oltre a questo stiamo creando una Rete Solidale di Scollocamento, costruita sui fatti e sulle pratiche da condividere. La nostra intenzione è quella di costruire una rete di professionisti solidali che, in un’ottica di sostenibilità e scambio, affiancheranno i potenziali scollocandi. Proprio in questa prospettiva, come associazione di promozione sociale ed ecovillaggio, stiamo partecipando a diversi progetti di Economia Solidale, locali e nazionali (siamo iscritti al DES di Modena, con cui stiamo fondando il gruppo dei Professionisti Solidali, stiamo collaborando attivamente con le istituzioni locali a progetti di sostegno sociale e divulgazione di pratiche sostenibili e decrescita per affrontare l’attuale crisi ambientale, economica e dei valori). Per finire, il fatto stesso di vivere in un ecovillaggio ci permette di dare un supporto e una presenza continui a chiunque decida di intraprendere un percorso di scollocamento, che, come ogni cambiamento profondo, porta con sé paure, necessità di confronto e sostegno umano».
Importanti anche i seminari online o webinar…

«Esatto,  rappresentano un modo relativamente nuovo di proporre momenti di incontro informativo e formativo ai quali ognuno può partecipare, rimanendo tranquillamente a casa propria, attraverso un collegamento web e il proprio computer, abbattendo le distanze ed evitando costosi viaggi. Si dà la possibilità di interagire con gli altri partecipanti e con il conduttore, di intervenire attivamente, porre domande, ricevere risposte, chiedere chiarimenti e approfondimenti, vivere momenti di confronto». L’Ufficio di Scollocamento Solidale sarà presentato il 12 febbraio, presso il Centro Culturale di Marano, in una serata che vedrà la partecipazione proprio di Paolo Ermani, presidente dell’Associazione Paea.

Per informazioni:

info@tempodivivere.it
www.tempodivivere.it
www.scollocamentosolidale.it

 

Fonte: ilcambiamento.it

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