Banca Etica scommette sul biologico: venti milioni di credito e non si ferma

Venti milioni di euro, a tanto ammonta il credito che Banca Etica ha in corso con le aziende agricole del biologico, cifra che potrebbe aumentare dopo l’accordo siglato di recente con Federbio. Una scelta di campo, «perché anche se siamo nel campo del profit, il biologico rappresenta un’agricoltura sostenibile che ha ricadute positive sulla salute dell’uomo e dell’ambiente» spiega Ugo Biggeri, presidente di Banca Etica.agricoltura_biologica_banca_etica

Aiab è tra i soci fondatori di Banca Etica, che a sua volta ha contribuito alla nascita di Icea, ente di certificazione del biologico. Ora è arrivato anche l’accordo con Federbio ad ampliare ancor più la gamma delle possibilità garantite agli operatori di un settore in crescita «che incontra e rispetta in pieno quelle che sono le nostre finalità, cioè un uso responsabile del denaro per finanziare quelle realtà che apportano valore aggiunto positivo alla nostra società in una visione di economia sostenibile» spiega Ugo Biggeri, presidente di Banca Etica. Quello dell’agricoltura biologica è stato il primo settore al quale la banca cooperativa si è rivolta quando ha deciso di aprirsi anche ai settori del profit, mentre prima si dedicava solo al non profit. «Ci siamo resi conto che si può fare molto di positivo anche in questo senso, si può contribuire anche così al bene comune e alla salvaguardia dei diritti – aggiunge Biggeri – il biologico è stato una scelta di campo decisa, perché è sostenibile e rispettoso della salute dell’uomo e dell’ambiente». Questa scelta è stata ora coronata dalla convenzione con Federbio, Federazione italiana agricoltura biologica e biodinamica. Banca Etica finanzia le aziende che vogliono iniziare, quelle che vogliono ammodernarsi e anche quelle che vogliono convertirsi, prevedendo prestiti che hanno a che fare con l’attività specifica dell’azienda ma anche, per esempio, l’installazione di dispositivi che permettano di utilizzare energie rinnovabili, come i pannelli fotovoltaici. Un grande aiuto, dunque, per chi ha le idee chiare su quale direzione imboccare nel rispetto della sostenibilità e dell’ambiente e che spesso non riesce invece a ottenere linee di credito dalle banche mosse da interessi ben meno nobili. Tanti, poi, al di là del mondo del biologico, sono i progetti sui quali Banca Etica ha concentrato la propria attenzione, fungendo a volte da vero e proprio volano per realtà che poi si sono affermate e hanno proseguito sulle loro gambe, con basi solide. «Come ad esempio la Cooperativa siciliana Lavoro e Non Solo che lavora le terre confiscate alla mafia. Abbiamo poi un’operazione di workers buyout con un’azienda ceramica della provincia di Reggio Emilia,la GresLab, dove i lavoratori hanno rilevato la fabbrica dai precedenti proprietari  e hanno dato vita a una cooperativa. Ci sono poi le operazioni che riguardano scuole che hanno installato sui tetti i pannelli solari grazie all’impegno dei genitori, i progetti con Medici senza Frontiere per i quali abbiamo anche un conto dedicato e i gruppi di autocostruzione. Poi ancora i salvataggi delle Case del Popolo dell’Arci in Toscana quando rischiavano di essere tutte vendute a privati. Voglio poi anche citare – prosegue Biggeri – il consorzio Abn di Perugia che è partito dal nulla grazie a noi e ora è un colosso con esigenze di credito di diversi milioni di euro.  Insomma, vogliamo essere un acceleratore di quell’economia che produce le cose “giuste”, le cose positive, quelle che fanno bene a noi e al territorio».

Fonte: ilcambiamento.it

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