Terra dei Fuochi: senza don Maurizio Patriciello chi l’avrebbe conosciuta?

Don Maurizio Patriciello incanta la platea di giornalisti di Caserta e provincia e racconta com’è nato il fenomeno mediatico della Terra dei Fuochi e di come la gente continui a morire e soffrire.

Il video in alto è stato girato venerdì pomeriggio 3 ottobre all’ auditorium “Caianiello” di Aversa in occasione del corso di aggiornamento per giornalisti “Emergenze ed eccellenze” dell’Ordine dei Giornalisti della Campania proposto dall’Associazione “Giornalisti Terra di Lavoro” e in collaborazione con la redazione di “Cronache di Napoli e Caserta”. Siamo nel cuore della gloriosa Terra di Lavoro e della Terra dei Fuochi balzata alle cronache due estati fa dopo le rivelazioni (vecchie per i cittadini coinvolti ma nuove per il mainstream) fatte dal pentito Carmine Schiavone ai microfoni di Sky Tg24. Schiavone era un po’ come il ministro per l’Economia all’interno del clan camorristico dei Casalesi e gestiva tutti i traffici illeciti di rifiuti dal nord Italia alla provincia di Caserta. Qualche mese prima, era l’ottobre 2012, don Maurizio Patriciello, parroco al Parco Verde a Caivano, il comune che probabilmente sta immolando più vittime tra i suoi cittadini a causa dell’inquinamento da rifiuti, fu protagonista del richiamo dell’allora Prefetto di Napoli Andrea De Martino poiché ebbe a rivolgersi a Carmela Pagano, Prefetto di Caserta appellandola con “Signora”. I 3 minuti del video con il “cazziatone” divennero virali tant’è che poi la questione rimbalzo sui media nazionali finendo a tarallucci e vino (con De Martino che andò in pensione un mese dopo). E proprio un mese dopo, nel novembre del 2012 don Maurizio Patriciello celebra messa per i morti di inquinamento nella sua terra e diventa così punto di riferimento e interlocutore, nonché firma per Avvenire, su quanto accade nella ex Terra Felix, come la chiamavano i Latini. Da quel momento in poi la questione Terra dei fuochi assunse una dimensione nazionale divenendo poi cronaca dopo le parole di Schiavone. E quindi la considerazione è stata: senza quell’incidente diplomatico tra don Maurizio Patriciello e l’ex prefetto di Napoli, cosa sarebbe oggi la Terra dei Fuochi? Noi ovviamente non lo sapremo mai, ma sappiamo cosa è oggi.

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Nel video ascolterete le sue considerazioni sullo Stato dell’arte degli interventi dopo l’approvazione del decreto nominato appunto Terra dei Fuochi: il territorio è vasto e i militari che lo presidiano sono pochi. I fuochi continuano a bruciare così come le persone continuano a morire di cancro in tutto il casertano, nolano e aversano. Eppoi, no le colture non sono inquinate, ma le persone sì sono contaminate sopratutto i bambini perché a essere malata è l’aria che respiriamo qui (io abito in provincia di Caserta). L’ISS qualche mese fa, lo scorso luglio, ha pubblicato SENTIERI, lo studio epidemiologico sulle cause di morte nella zone inquinate, ammettendo che nella Terra dei Fuochi si muore prima e più che nella media nazionale per cancro. Don Maurizio Patriciello è arrabbiato e ricorda che il ministro alla Salute, Beatrice Lorenzin non può ripetere il mantra che nella Terra dei Fuochi si muore a causa dello stile di vita. Il che non è una menzogna sia chiaro, se intendiamo come stile di vita errato abitare in una zona densamente inquinata. Veniamo infine al capitolo bonifiche, capitolo appena aperto. Proprio venerdì 3 ottobre c’è stato il primo sopralluogo per le bonifiche con la visita di due funzionari di Campania Ambiente, il commissario straordinario del Comune di Caivano Antonio Contarino, impiegati dell’ufficio ambiente, don Maurizio Patriciello, membri del Coordinamento Comitato Fuochi e le guardie ambientali, nei campi di via Clanio e via Cinquevie (terreno sito fra l’ex villa Moccia e il campo rom).

Il commissario Contarino ha detto:

La Regione ha stanziato 725 mila euro per il Comune di Caivano (già firmata la convenzione), la prima amministrazione a ricevere i finanziamenti, denaro che servirà per intervenire su circa 25 siti.I lavori verranno effettuati dalla società regionale sotto la supervisione dell’ufficio ambiente e del Coordinamento Comitato Fuochi.

Dicevamo che siamo solo all’inizio considerato che le zone inquinate censite sono almeno il doppio e che si estendono su circa 27 Km quadrati, ovvero su tutto il comune di Caivano. Ora si spera che vi sia un accelerazione negli aiuti anche se il problema più grave, ovvero i roghi appiccati ora di notte resta in tutta la sua tragica fenomenologia. Una grande mobilitazione è prevista per il prossimo 25 ottobre a Napoli, proprio per chiedere interventi più consistenti.

Fonte: ecoblog.it

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