Wwf: «Il crimine usa la natura per finanziare guerre e terrorismo»

Ventitre miliardi di dollari l’anno è il mercato nero mondiale che uccide elefanti, rinoceronti, tigri, tartarughe e aumenta il dramma della povertà in Africa, Asia e Sud America. Avorio e Kalashnikov: anche gruppi armati e terroristici finanziati dal traffico illegale di specie selvatiche A dare l’allarme è il Wwf ed è assalto alla fauna anche in Italia: «Aumentano le minacce per orsi, lupi, piccoli e grandi uccelli migratori tra cui rapaci».crimini-wwf

«Elefanti, rinoceronti, tigri, oranghi, uccelli migratori, lupi e orsi e cetacei: specie simbolo e non solo, in Italia e nel mondo di nuovo a rischio estinzione». Un vero e proprio assedio su scala industriale che impoverisce la natura e le comunità locali e denunciato dal WWF, che lancia un grido d’allarme:  22.000- 25.000 elefanti uccisi nel solo 2013, 70 al giorno. Solo in Sud Africa dai 13 rinoceronti uccisi dai bracconieri nel 2007 si è saliti ai 1.004 del 2013,  circa 3 scompaiono ogni giorno nel mondo. Allarme rosso anche per le tigri: oltre 1.400 gli esemplari uccisi dal 2000 al 2012 secondo le stime dei sequestri effettuati nei paesi range,  almeno 2 a settimana.  Per questo il WWF ha lanciato la Campagna “Stop ai crimini di natura – Da che parte stai?”, promossa in collaborazione con il suo Network TRAFFIC . L’avvio della Campagna è partito con un tam tam sui Social network di immagini e commenti sul blitz organizzato nel centro di Milano e che ha attirato la curiosità di centinaia di passanti.  Il WWF ha installato una vera e propria ‘scena del crimine’ in pieno centro con un (finto) rinoceronte ucciso e senza corno e circondato da una scritta “#chièstato?”. Sebbene la “scena del crimine” installata a Milano sia una finzione, nella realtà i ‘crimini di natura’ colpiscono ogni giorno milioni di specie protette. IL WWF CHIEDE IL SOSTEGNO DI TUTTI: l’invito è quello di aiutare  le centinaia di Ranger, Guardie e volontari del WWF, attivi in Italia e nel mondo, per dotarle di attrezzature tecnologiche, medicine, fuoristrada, gps, camera-traps, binocoli, radiotrasmittenti e altri equipaggiamenti indispensabili a monitorare il territorio per sorprendere bracconieri e trafficanti. Sul sito www.criminidinatura.wwf.it chiunque può informarsi sul fenomeno e sostenere la campagna del WWF con una donazione libera, oltre a sottoscrivere la petizione “Sanzioni più severe contro chi uccide specie selvatiche”.

Per sostenere la Campagna è attivo anche il numero verde 800.990099.

Pochi giorni fa nel suo Living Planet Report il WWF aveva già denunciato il dimezzamento in 40 anni di molte popolazioni di vertebrati: oggi torna a descrivere la ‘geopolitica’ dell’assalto alle specie protette, un fenomeno globale che vede anche la criminalità internazionale arricchirsi ai danni dell’ambiente: il mercato nero di natura fa viaggiare da un continente all’altro avorio, corni di rinoceronte, pelli,  e legname protetti alimentando un giro di affari di  23 miliardi di dollari l’anno, il 4° mercato illegale mondiale dopo droga, armi ed esseri umani. «L’insieme di altri crimini perpetrati a danno delle risorse naturali, come deforestazione, pesca illegale, estrazioni illegali e scarichi abusivi di rifiuti tossici fa poi lievitare la cifra dei crimini ambientali a 213 miliardi di dollari all’anno, come denunciato dall’Unep (Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente) e Interpol». Il nuovo Dossier WWF “NATURA CONNECTION”, prodotto in occasione della Campagna, accende i riflettori sulle connessioni globali del contrabbando mondiale di specie animali e vegetali protette, evidenzia i paesi più a rischio ed elenca le aree ‘calde’ del bracconaggio di ‘casa nostra’, un paese dove l’assalto alle specie protette sta conoscendo una nuova recrudescenza. L’Italia, infatti, è terreno di ‘transito’ per alcuni prodotti illegali ed è paese importatore e consumatore ma soprattutto è ancora teatro di un intenso bracconaggio dal nord al sud del paese. La Mappa inedita della Natura Connection disegnata dal WWF fornisce il quadro della dimensione globale e ramificata di un business estremamente fiorente che si avvale di organizzazioni criminali integrate e connesse in altre reti criminali come quelle di armi e droga. Negli ultimissimi decenni un insieme di fattori hanno reso questo crimine una vera catastrofe di portata globale: nuova tecnologia, network internazionali facilitati dalla globalizzazione, aumento della domanda di alcuni prodotti, aumento delle situazioni di conflitto e di instabilità, grande diffusione di armi e scarso rischio di sanzioni e punizioni. I crimini contro la natura non solo distruggono la biodiversità ma alimentano anche guerre, terrorismo e corruzione producendo localmente sofferenza, povertà e soprusi. Il bracconaggio di specie protette e la commercializzazione delle carni o di loro parti può giocare un ruolo cruciale anche sulla salute mondiale. Le centinaia di Ranger WWF in Italia e nel mondo cercano di contrastare il fenomeno dei crimini di natura ma i mezzi non sono spesso sufficienti e adeguati. Insieme alla formazione di Guardiaparco e personale di sorveglianza sul campo ed all’intensa attività di indagine al livello internazionale il WWF cerca di arginare questo fenomeno, ma c’è ancora bisogno di aiuto. Ha dichiarato Donatella Bianchi, presidente del WWF Italia: «Il mercato illegale di natura  è un circolo vizioso che si alimenta grazie al valore sempre più alto delle specie che via via si estinguono. Alla base di tutto c’è sempre un atto ‘criminale’ dei bracconieri e una domanda di prodotti illegali da parte di paesi e consumatori. E’ urgentissimo interrompere questo cerchio perverso perché la povertà e la corruzione che ne derivano stanno aggravando ulteriormente la situazione di  paesi già in forte crisi. Contro la nuova piaga del millennio l’Italia deve dare un segnale forte combattendo anche in ‘casa’ propria il bracconaggio e gli altri crimini di natura, con  tutte le forze e con l’aiuto di tutti». «Mettendo in scena l’uccisione di un finto rinoceronte a Milano abbiamo voluto portare ‘sotto casa’ degli italiani un problema che purtroppo molti sentono ancora lontanissimo – ha commentato Isabella Pratesi, responsabile del Programma di Conservazione Internazionale del WWF Italia –  La scena del crimine è una finzione, ma in natura è una drammatica realtà che si ripete incessantemente: ogni giorno si uccidono  3 rinoceronti,70 elefanti, ogni settimana scompaiono almeno 3 tigri. Il saccheggio delle specie non solo indebolisce i sistemi naturali ma devasta quelli sociali e politici, offende il senso della vita e rende tutti infinitamente più poveri. A rischio c’è anche la nostra salute dato che alcune pratiche illegali attuate in Africa, come cibarsi di specie selvatiche tra cui gorilla o scimpanzè, possono diffondere e virus pericolosi anche tra gli uomini, come l’ebola».

Fonte: ilcambiamento.it

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