1000 miglia in bici a caccia di cibo di scarto. Il secondo viaggio di Rob Greenfield

Pedalando per sette settimane da Madison a New York City, Rob Greenfiled ha rovistato in 300 cassonetti. Oltre ad aver mangiato solo cibo di scarto, insieme ad alcuni volontari reclutati durante il percorso ha recuperato e regalato più di 10.000 dollari di generi alimentari a circa 500 persone. Dopo quella del 2013 è la sua seconda esperienza380497

Rob Greenfield si è rimesso a pedalare. Dopo il viaggio del 2013, l’attivista americano è montato nuovamente in sella alla sua bici di bamboo alla ricerca di cibo di scarto, percorrendo in sette settimane circa 1000 miglia nel nord ovest degli Stati Uniti – da Madison nel Wisconsin a New York – e cibandosi quasi esclusivamente di quello che ha trovato nell’immondizia. Alimenti ancora buoni e perfettamente commestibili, in grandi quantità.
“Non lo faccio solo per soddisfare le mie esigenze – racconta nel suo blog sull’Huffinghton Post – Lo sto facendo per sensibilizzare l’America e indurla a smettere di buttare via il cibo”. Le cifre spaventose dello spreco alimentare prodotto negli Stati Uniti, secondo Greenfield, da sole non bastano per avere una percezione reale della situazione. Si parla di 165 miliardi di dollari di cibo buttati ogni anno, a fronte di 50 milioni di cittadini americani che non raggiungono la soglia di sicurezza alimentare. Senza contare lo sperpero di risorse per prodotti destinati alle discariche. É per questo che Greenfield, dopo un primo viaggio nel 2013, si è rimesso a pedalare al motto di “vedere per credere”, mostrando attraverso delle curiose esposizioni pubbliche tutti gli sprechi di cibo che ha scovato in oltre 300 cassonetti. “Solitamente facevo le mie perlustrazioni di notte, per poi sistemare ciò che trovavo in un parco pubblico il giorno successivo. Molte delle persone che son riuscito a coinvolgere nelle varie tappe sono rimaste letteralmente scioccate da ciò che ho mostrato loro. Erano ancora più arrabbiate di me pensando a quanti milioni di americani hanno fame”. Tutti gli alimenti raccolti nel corso del viaggio hanno permesso a Rob e ai volontari reclutati nelle sette città visitate di regalare più di 10.000 dollari di cibo a circa 500 persone. Dall’esperienza è nato l’hashtag #DonateNotDump per documentare situazioni di grande spreco alimentare da parte di chi vende o produce cibo. “Il nostro messaggio ai negozi di alimentari è che vogliamo fermare lo spreco e incoraggiarli a donare il cibo in eccesso a organizzazioni no-profit che lo ridistribuiscano a persone bisognose”. “La scusa più comune per non donarlo è che temono ripercussioni legali – aggiunge Greenfield – ma secondo uno studio dell’Università di Arkansas negli Stati Uniti non una sola causa è stata mai fatta contro un negozio di alimentari che ha donato cibo per un programma di salvataggio”.

Ecco alcune delle foto delle esposizioni pubbliche di Rob Greenfield.ecodallecitta

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Fonte: ecodallecitta.it

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