Sacchetti “falsi bio”, a Torino il pm Guariniello apre un fascicolo per frode. Occhio al marchio…

In seguito alla denuncia di Assobioplastiche circa i sacchetti commercializzati come “biodegradabili” ma non conformi alla legge, il pm di Torino Raffaelle Guariniello ha aperto un fascicolo per frode in commercio e ha affidato ai carabinieri del NAS l’identificazione delle aziende che producono e distribuiscono prodotti non conformi380238

Assobioplastiche segnala che in seguito alla sua denuncia circa i sacchetti commercializzati con la dicitura “biodegradabile” ma non conformi alla legge, il pm di Torino Raffaelle Guariniello ha aperto un fascicolo per frode in commercio e ha affidato ai carabinieri del NAS l’identificazione delle aziende che producono e distribuiscono prodotti non conformi. Come riscontrato anche nel nostro giro esplorativo fra i negozi e i mercati del centro di Torino, infatti, i sacchetti usa e getta messi fuori legge dal bando italiano restano ancora la maggioranza, fatta eccezione per le catene d’abbigliamento passate negli ultimi anni – in gran parte – alla carta. I sacchetti compostabili rimangono perlopiù confinati alla grande distribuzione, mentre la maggior parte degli esercizi commerciali e la quasi totalità degli ambulanti si serve di sacchetti in plastica ultraleggera, e in alcuni casi di sacchetti additivati, anch’essi inclusi nel divieto entrato  ufficialmente in Gazzetta Ufficiale.  Come ricordato nell’articolo sopra citato, e in diverse altre occasioni, i sette anni di comunicati contraddittori, ricorsi e inversioni di rotta impiegati per l’approvazione della legge hanno lasciato una gran confusione fra i commercianti, molti dei quali si ritrovano ad oggi ancora all’oscuro del divieto, e delle sanzioni in cui rischiano di incorrere.

Assobioplastiche ricorda che:

  1. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge di conversione (n. 116/2014) del Decreto Legge Competitività (n. 91/2014), è ribadito il divieto di commercializzazione degli shopper monouso non biodegradabili e compostabili.

    La suddetta legge di conversione del Decreto Legge Competitività, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 192 del 20 agosto scorso, contiene una norma (art. 11, comma 2-bis) che fa scattare dallo scorso 21 agosto le sanzioni pecuniarie previste per la commercializzazione di sacchetti per la spesa in plastica, ad eccezione di quelli monouso biodegradabili e compostabili secondo la norma UNI EN 13432:2002 e, ovviamente, di quelli riutilizzabili secondo precisi requisiti di spessore.

    2.La sanzione per chi commercializza prodotti non conformi – che si applica anche qualora tali prodotti vengano ceduti al pubblico a titolo gratuito [v. art. 1, lett. d) D.M. 18 marzo 2013, n. 67447] – parte da 2.500 euro per arrivare a 25.000 euro, aumentata fino a 100 mila euro se la violazione riguarda quantità ingenti di sacchetti (oppure un valore della merce superiore al 20 per cento del fatturato del trasgressore: v. articolo 2, comma 4, del d.l. 25 gennaio 2012, n. 2, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 28, come da ultimo modificato dall’articolo 11, comma 2-bis, del d.l. 24 giugno 2014, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla Legge 11 agosto 2014, n. 116).

    3. I prodotti monouso conformi sono solo quelli certificati biodegradabili e compostabili in accordo con la norma UNI EN 13432:2002

Gli enti certificatori più comunemente utilizzati dai produttori dei manufatti biodegradabili e compostabili al fine di certificarne la piena rispondenza alla UNI EN 13432:2002 sono AIB Vincotte, Certiquality s.r.l. e Dincertco.
In Italia è stato sviluppato da alcuni anni un efficiente sistema di marcatura e riconoscimento dei manufatti biodegradabili e compostabili a cura del Consorzio Italiano Compostatori (con la collaborazione dell’ente certificatore Certiquality s.r.l.) che rilascia il marchio “Compostabile-CIC”.Quanto ai sacchi non biodegradabili e compostabili, gli spessori che questi debbono possedere per essere considerati riutilizzabili, e dunque commercializzabili, sono quelli indicati dalla normativa di cui sopra, ossia: 200 micron per i sacchi con maniglia esterna destinati all’uso alimentare; 100 micron per i sacchi con maniglia esterna non destinati all’uso alimentare; per i sacchi cosiddetti a fagiolo, cioè senza manici esterni, 100 micron se destinati all’uso alimentare, 60 micron se non destinati all’uso alimentare.

Fonte: ecodallecitta.it

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