Iron Curtain Trail, una pista ciclabile al posto della cortina di ferro

Nata dall’idea del parlamentare europeo Michael Cramer, il percorso si snoderà lungo i confini che un tempo dividevano in due l’Europa e il mondo.ironcurtaintrail

Nel 1946, all’indomani della fine della Seconda Guerra Mondiale, Winston Churchill, ex Primo Ministro Inglese nel periodo bellico, dichiarò: «Da Stettino nel Baltico a Trieste nell’Adriatico una cortina di ferro è scesa attraverso il continente. Dietro quella linea giacciono tutte le capitali dei vecchi stati dell’Europa Centrale e Orientale. Varsavia, Berlino, Praga, Vienna, Budapest, Belgrado, Bucarest e Sofia; tutte queste famose città e le popolazioni attorno a esse, giacciono in quella che devo chiamare sfera Sovietica, e sono tutte soggette, in un modo o nell’altro, non solo all’influenza Sovietica ma anche a una altissima e in alcuni casi crescente forma di controllo da Mosca». Quel termine passò alla storia come simbolo di divisione e differenze tra Ovest ed Est per circa quarant’anni, quando, con lo sfaldamento dell’Urss venne meno anche il suo significato. Oggi torna a far parlare di sé ma in maniera molto positiva. La cortina di ferro si è trasformata ormai da anni in Iron Curtain Trail, un sentiero ciclabile di circa 6.800 km di lunghezza che si snoda attraverso 20 Paesi, partendo dalla città norvegese di Kirkenes, nel Mar di Barents, e arrivando fino a Carevo, sulla costa del Mar Nero, nel nord della Turchia. Ideatore del progetto è il tedesco Michael Cramer, membro del Parlamento Europeo, ispirato da un progetto simile, il Berliner Mauerweg, percorso che segue il Muro di Berlino per circa 160 km. «Se 23 anni fa avessi proposto la creazione di una pista ciclabile lungo la Cortina di Ferro, la gente avrebbe detto “questo ragazzo è pazzo!!», ha affermato Cramer, che presentò il progetto dell’Iron Curtain Trail al Parlamento Europeo nel 2005. Ora, a distanza di una decade, il percorso è completamente fruibile e sta per essere portato a compimento, grazie anche ad una spesa di 1,8 milioni di euro che, si stima, rientreranno grazie al turismo generato dal progetto. «Ci sono tratti della pista – continua Cramer – in particolare sul confine russo-finlandese, dove non si vedrà una macchina per diversi giorni, ma poi tutto ad un tratto un branco di renne appariranno!». E’ bene ricordare che dalla fine della Seconda Guerra Mondiale non fu costruito nessun edificio a ridosso della cortina, lasciando così alla natura la possibilità di svilupparsi autonomamente, dando vita a parchi naturali. La bicicletta diventa così uno strumento di libertà per poter viaggiare attraverso l’Europa, godere di splendidi paesaggi, e ripensare ad un passato prossimo non tanto lontano. Il tutto senza inquinare e senza un particolare allenamento nelle gambe, visto che la pista ciclabile ha pendenze piatte e molto pedalabili. Come detto, la pista ciclabile attraversa 20 nazioni, di cui 14 stati membri dell’Unione Europea. Essa è perfettamente segnalata, si snoda su piste ciclabili già esistenti, attraversa numerosi parchi nazionali e collega paesaggi unici che trovandosi lungo la linea di confine sono rimasti incontaminati. Lungo tutto l’itinerario è facile incontrare deviazioni di percorso e altre piste da seguire, e trovandosi su un territorio di confine lo sconfinamento è necessario ed inevitabile. EuroVelo 13, questo il nome tecnico del progetto, ha ovviamente anche un significato simbolico: «Il sentiero conserva la memoria dei motivi per cui nacque la cortina di ferro», ha affermato Cramer. Uno degli obiettivi principali è infatti quello di mantenere il più possibile originali i confini in modo che i ciclisti possano vedere com’era la vita quando la cortina di ferro esisteva. Lungo i tratti del sentiero in Germania, per esempio, sono state poste delle targhe a memoria delle persone uccise mentre cercavano di fuggire in Occidente. Ed ogni volta che si attraversa il vecchio confine c’è un cartello che indica esattamente l’ora e la data in cui è stata rimossa la barriera.cortinadiferro470

Fonte: ilcambiamento.it

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