Tari, a Torino il Consiglio comunale approva il piano finanziario e quello tariffario

Secondo quanto deciso da Palazzo Civico, per la tassa rifiuti le attività commerciali pagheranno di meno rispetto al 2013 e per le utenze domestiche saranno previste agevolazioni in base alla fascia Isee di appartenenza

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Dopo l’approvazione del regolamento Tari lo scorso 16 luglio,il Consiglio comunale di Torino ha approvato gli ultimi due atti conclusivi relativi alla Tari, la tassa rifiuti che dal 1° gennaio 2014 ha sostituito la Tares: il Piano finanziario (approvato con 21 voti favorevoli, 10 contrari e 1 astenuto) e il Piano tariffario (approvato con 22 voti favorevoli e 7 contrari).  Il Piano finanziario si occupa sia di definire i profili tecnico-gestionali del ciclo dei rifiuti e di analizzare i profili economici-finanziari, individuando le spese economiche della gestione con cadenza annuale. È stata approvata dal Consiglio comunale anche una mozione che precisa che i costi del piano tariffario possono dipendere anche dalle scelte della Pubblica amministrazione, e che la pressione tributaria Tari (direttamente dipendente dai costi) deve tendere a diminuire. La mozione chiede alla Giunta, infatti, di ridurre (per il 2015 e anni seguenti) almeno del 2% il corrispettivo del contratto di servizio. Per quanto riguarda il Piano tariffario, si è deliberato che le tariffe per le utenze non domestiche rispetto all’anno 2013 saranno le stesse con aumenti entro lo 0,3%. Ma la novità di quest’anno è che attività commerciali quali ristoranti, pizzerie, bar, mense aziendali e tavole calde, bar e sale da gioco vedranno una riduzione della tariffa rispetto all’anno 2013 perché erano state più penalizzate a causa dell’aumento del 20% della tariffa nel passaggio da Tarsu a Tares. Sul fronte delle utenze domestiche invece l’aumento sarà del 3,85% ma saranno presi in considerazione fattori dipendenti dalle diverse situazioni di disagio economico. Verranno prese in considerazione, infatti, le problematiche economiche derivanti da crisi occupazionali (perdita di lavoro, cassa integrazione ecc) e le fascia ISEE di appartenenza. Nello specifico, è prevista una riduzione del 50% per reddito da 0 a 13000 euro, del 35% per reddito da 13001 a 17.000 euro e, infine, una riduzione del 25% per reddito da 17001 a 24000.

Fonte: ecodallecittà.it

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