Rapporto Sentieri, le aree dove l’inquinamento continua a far male

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Si chiamano Sin (Siti di interesse nazionale per le bonifiche) e sono i luoghi dove l’inquinamento industriale l’ha fatta da padrone negli anni passati. Aree colpite da rilascio di inquinanti chimici e smaltimento incontrollato di rifiuti, che contaminano suoli e falde acquifere. In Italia se ne contano 57 di questi siti bisognosi di risanamento ambientale. Siti dove ci si ammala (e muore) di più rispetto al resto del paese, come dimostra anche l’aggiornamento del rapporto Sentieri (Studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a rischio da inquinamento), appena rilasciato. Lo studio Sentieri dal 2010 rilascia i dati sullo stato di salute degli abitanti della aree dei Sin. Le prime informazioni diffuse parlavano chiaro: dal 1995 al 2002 l’inquinamento ha causato la morte precoce di circa 10mila persone. I successivi aggiornamenti, riferiti soprattutto al caso Ilva di Taranto, mostravano ancora una correlazione tra inquinamento e aumento della mortalità (poi rimesso in discussione).  I dati rilasciati ora propongono un’estensione di questi per 18 dei Sin, con un allargamento dello studio di mortalità aggiornato al 2010, l’analisi dell’incidenza oncologica relativa al 1996-2005 e quella relativa alle ospedalizzazioni per gli anni 2005-2010. E i risultati questi sono: “un eccesso di morti, ricoveri e tumori in tutti i 18 Sin considerati, con un aumento dei tumori da amianto”, come spiega, sottolineando il rischio per la popolazione e l’esigenza di interventi di bonifica, il direttore del Dipartimento Ambiente-Prevenzione Loredana Musmeci dell’Istituto superiore di sanità, che coordina lo studio. Per quel che riguarda l’amianto, per esempio, si osservano aumenti del mesotelioma della pleura e del tumore maligno della pleura, per i Sin di Biancavilla, Priolo, in aree portuali come Trieste, Taranto, Venezia e Porto Torres e con industrie a vocazione chimica (Cogoleto-Stoppani, Laguna di Grado e Marano, Priolo, Venezia) e siderurgica (Taranto, Terni, Trieste). Eccezion fatta per il caso dell’amianto, i dati collezionati dal nuovo aggiornamento di Sentieri sono diversi da sito a sito, e suddivisi per schede nel rapporto (qui il dettaglio per ciascuna delle aree analizzate). Così, per esempio a Porto Torres, si evidenziano eccessi (sia per mortalità che per incidenza oncologica) per tutti i tumori (ad eccezione di quello della cute) e le malattie dell’apparato respiratorio rispetto alla media regionale. Eccessi di incidenza oncologica per tutti i tumori, tranne quello della pelle, anche a Priolo, mentre a Bolzano sono i melanomi della cute quelli in eccesso. Infine segnaliamo che a Taranto la mortalità per tutte le cause, compresi tumori, malattie dell’apparato cardiocircolatorio, respiratorio e digerente è in eccesso rispetto alla media regionale, così come l’incidenza di tutti i tumori maligni.

fonte: Wired.it

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