Dodici Comuni insieme per un Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile

Nasce in Veneto il primo Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile relativo a un’area comprendente ben dodici Comuni, quelli dell’area pedemontana del Grappa e dell’Asolano; protagoniste le Amministrazioni di Borso del Grappa, Castelcucco, Cavaso del Tomba, Crespano del Grappa, Fonte, Maser, Monfumo, Mussolente, Paderno del Grappa, Pederobba, Possagno, San Zenone degli Ezzelini.energiasostenibile

Il Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile è stato presentato, in un incontro pubblico, quale strumento per la costruzione di un nuovo modello di sviluppo territoriale, centrato su green economy e smart land, capace di stimolare una trasformazione economica, sociale e culturale, oltre che ambientale. Durante l’incontro sono state presentate le azioni di efficientamento energetico già realizzate tra il 2010 e il 2013 e quelle programmate fino al 2020 sul territorio, per arrivare alla riduzione delle emissioni di CO2 e l’implementazione della produzione di energia da fonti rinnovabili di almeno il 20%, secondo la strategia Europa 2020. Gli interventi di efficientamento energetico hanno prodotto nell’area Pedemontana del Grappa e Asolano 50 milioni di euro di investimenti tra il 2010 e il 2013, la stragrande maggioranza provenienti da capitali privati. 14 milioni riguardano la riqualificazione edilizia, mentre nel solo settore fotovoltaico sono stati investiti 33 milioni: quasi 12 milioni nel settore residenziale, 4.5 milioni nel commerciale e 17 nel comparto industriale, favoriti dagli incentivi ma realizzati nel pieno della crisi economica. Nel triennio le Amministrazioni hanno realizzato investimenti per oltre 3 milioni di euro. La produzione di energia da rinnovabili degli impianti pubblici arriva a 203 mega watt/anno e diversi comuni acquistano energia verde certificata, interventi specifici stati dedicati a illuminazione pubblica e riqualificazione degli edifici, mentre la realizzazione di piste ciclabili, la piantumazione di alberi e il miglioramento della raccolta rifiuti hanno ridotto le emissioni di CO2. Questi alcuni dei dati più significativi che emergono dall’IBE (Inventario Base delle Emissioni) che fotografa la situazione territoriale ed evidenzia come la green economy possa essere una occasione di rilancio economico e di riqualificazione. La rilevazione realizzata dal CSB sul territorio dei 12 Comuni ha registrato tutti i consumi energetici e le relative emissioni di CO2 al 2009, anno base su cui programmare le azioni di efficientamento inserite nel PAES d’area (opzione 2), che saranno presentate al convegno dell’8 maggio. Si tratta di azioni pianificate dai singoli comuni e azioni territoriali, come di interventi realizzabili dai cittadini e dalle imprese. Tutti gli interventi saranno integrati con quelli programmati dal Comune di Asolo, che ha già realizzato il proprio Piano. Il maggior utilizzatore di energia è l’industria, 51% sul consumo totale del territorio, segue la mobilità (22%) e il residenziale (21%), mentre il commerciale impegna il 6%. I consumi energetici delle Pubbliche Amministrazioni sono concentrati su 4 voci: illuminazione, edifici, trattamento delle acque reflue, in piccola parte il parco auto. Solo il 2% delle emissioni di CO2 si deve alla pubblica amministrazione. «Una percentuale minima – spiegano i Comuni promotori – che chiarisce come gli investimenti in tema di energia devono guardare al settore privato, per tradursi in risparmi diretti per i cittadini: riduzione dei consumi nel settore residenziale e trasporti e maggiore competitività dei costi energetici per le imprese. La sostenibilità coinvolge settori strategici come l’edilizia e la mobilità, guardando con decisione alla green economy, che secondo il rapporto GreenItaly 2013, di Fondazione Symbola e Unioncamere, ha coinvolto nel 2013 il 22% delle imprese e il 38% delle nuove assunzioni, con una produzione di valore aggiunto di circa 100 miliardi di euro e 3 milioni di lavoratori, in controtendenza con i dati dell’economia tradizionale». Il PAES d’area punta ad orientare gli investimenti territoriali pubblici e privati attraverso un documento di programmazione condiviso dai Comuni.

Fonte: il cambiamento.it

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