La luce nelle metropoli? Ci pensano i LED

Molte città italiane pensano a illuminare strade, quartieri e palazzi con tecnologie LED. Una scelta responsabile, visto che un’illuminazione più efficiente può contribuire a ridurre sprechi e soprattutto risparmiare

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Diverse città italiane hanno iniziato o sono pronte a rifarsi il look, illuminando strade, quartieri e palazzi con tecnologie LED. Una scelta responsabile, visto che un’illuminazione più efficiente può contribuire a ridurre lo spreco di risorse preziose del pianeta e le conseguenti emissioni di anidride carbonica, migliorando così la qualità dell’aria che respiriamo e incidendo meno sul riscaldamento globale. Ma non solo: i benefici ambientali si associano a vantaggi anche economici.  Si tratta infatti ormai di un prodotto disponibile in varie forme, sia per interni sia per l’illuminazione pubblica, che permette di abbattere notevolmente, soprattutto nel lungo periodo, l’energia consumata e i relativi costi, diventando così ‘concorrenziale’ rispetto alle lampadine a basso consumo. Tanto che, a quanto pare, sempre più il LED sarà il protagonista dell’illuminazione del futuro.

Secondo uno studio della Pike Research, per esempio, le lampade a LED stanno già conquistando ampi spazi nell’illuminazione stradale, i costi infatti sono diminuiti del 50 per cento nel corso degli ultimi due anni, e si prevede che continueranno a scendere. In particolare, secondo le previsioni, entro il 2015 i LED diventeranno leader nell’illuminazione delle strade dietro, in termini di vendite, solo alle lampade al sodio ad alta pressione, generando, entro il 2020, più di 2 miliardi di dollari di fatturato annuo. Mentre secondo un report di Navigant Research, alla luce della progressiva riduzione del prezzo, della migliore qualità raggiunta e dei risparmi legati a un’illuminazione efficiente, in generale il numero di unità vendute in tutto il mondo di lampade a LED crescerà da 68 milioni, nel 2013, a 1,28 miliardi entro il 2021. Del resto, come risulta da uno studio Ecofys Philips, migliorare l’efficienza energetica nell’uso generale dell’elettricità consentirebbe di risparmiare fino a 1900 miliardi di dollari entro il 2020. Risparmi che, come sostiene Eric Rondolat, CEO di Philips Lighting, potrebbero essere potenzialmente reinvestiti in città e nuove infrastrutture, a favore di una crescita più sostenibile.

Ma in cosa consiste questo modo innovativo di fare luce, che coniuga il massimo risparmio con elevata efficienza e resa estetica? LED è l’acronimo di Light Emitting Diode: diodo che emette luce. In altre parole, sono piccolissimi componenti solidi in grado di emettere luce quando attraversati dalla corrente. Una tecnologia, ormai, usata da decenni: il primo LED a emissione luminosa è stato introdotto nel 1962, ma era caratterizzato da un’emissione molto debole. Da allora, però, la tecnologia ha fatto passi da giganti in termini di efficienza luminosa, spettro di emissione, intensità, durata di vita, affidabilità e potenzialità applicative. Infatti, come sottolinea il Wwf, se negli anni 60 l’efficienza energetica di questo sistema era ancora molto bassa, tra il 2006 e il 2007 è migliorata notevolmente, raggiungendo il livello delle lampadine a basso consumo. E si prevede che la qualità e l’efficienza energetica continueranno a migliorare ulteriormente tanto che, tra qualche anno, questa tecnologia potrebbe dominare il mondo dell’illuminazione, soppiantando le attuali lampadine a basso consumo: migliore è infatti la performance per quanto riguarda il ritardo dell’accensione e la diffusione della luce, inoltre non contiene sostanze tossiche, come il mercurio e il sodio, che troviamo invece in tutte le cosiddette lampade a risparmio energetico. Ma non solo. «I LED sono sorgenti di piccole dimensioni che non si scaldano a centinaia di gradi come una vecchia lampadina a filamento, non necessitano di tubi pieni di gas come le lampade a fluorescenza e durano molto a lungo; inoltre non emettono i dannosi raggi ultravioletti e la loro luce non scalda gli oggetti illuminati: sono tutte ottime qualità per una sorgente luminosa. Non a caso la Gioconda e l’Ultima Cena di Leonardo sono illuminati con apparecchi a LED» commenta l’architetto Margherita Suss. Quindi meno energia elettrica consumata, meno rifiuti tecnologici e praticamente nessuna sostanza inquinante da smaltire. Intanto, l’Unione Europea ha adottato a dicembre scorso un regolamento (1194/2012) che indica i requisiti di progettazione ecocompatibile di faretti e lampadine LED. I requisiti minimi, che saranno applicati a partire da settembre, riguardano le ore di vita della lampada (se dura più a lungo, sono necessarie meno sostituzioni, quindi si generano meno rifiuti), l’efficienza energetica, la resa cromatica, il mantenimento del flusso luminoso e il numero di cicli acceso-spento. Ma già adesso ci sono buoni motivi, secondo l’associazione ambientalista, per scegliere i LED rispetto alle lampadine a basso consumo: garantiscono stessa efficienza energetica, se non addirittura superiore (70-80 lm/W), durano più a lungo (fino a 40mila ore), offrono una migliore resa del colore, un ottimo fascio di luce, luce brillante simile a quella degli spot alogeni, accensione immediata, nessuna irradiazione ultravioletta. «Ma come tutte le tecnologie “giovani” – aggiunge Suss, che collabora al progetto Lumière, un’iniziativa dell’Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo sostenibile) per ridurre consumi e sprechi di energia rendendo più efficienti gli impianti di illuminazione pubblica – il costo è ancora piuttosto alto. Una lampadina a LED di buona qualità costa ancora, infatti, quasi 10 volte la sua omologa a fluorescenza di pari prestazioni. E questo, purtroppo, permette l’invasione del mercato da parte di prodotti economici di bassissima qualità e affidabilità che tolgono “ossigeno” alla ricerca di settore. È come sempre l’utente finale che deve saper premiare la qualità e lasciarsi guidare dai professionisti per le scelte importanti attraverso un progetto illuminotecnico». Per orientarsi tra le soluzioni a LED attualmente disponibili per illuminare case e uffici, il Wwf propone una guida nel sito Top Ten, rivolto ai consumatori, per facilitare la scelta dei prodotti che assicurano un minor consumo energetico.

Fonte: lastampa

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