L’eolico non disturba e non fa male come le centrali a carbone

Un sondaggio condotto in Svizzera presso abitanti che vivono a meno di 5 Km di distanza da un parco eolico evidenza che le pale non disturbano la vita delle personeeolico-594x350

La propaganda contro l’energia eolica e i parchi eolici è sempre molto forte. In genere si sostiene che questa fonte di energia rinnovabile ottenuta dal vento non sia né economicamente conveniente e neanche pulita come sembra inquinando non solo i paesaggio ma anche la qualità della vita di chi abita nei pressi di una centrale eolica. Il sondaggio si è reso necessario perché la Svizzera dopo la decisione di dismettere progressivamente le centrali nucleari sta rivendendo il suo piano energetico e l’eolico effettivamente potrebbe rappresentare una delle fonti rinnovabili più interessanti per il piccolo paese stretto tra le Alpi. Nel merito le università Martin Lutero di Halle-Wittenberg e di San Gallo hanno condotto un sondaggio per misurare la qualità della vita delle persone che abitano a meno di 5 Km da un parco eolico. Sono state raccolte le risposte di 467 persone per cui il 76% ha dichiarato di non subire disturbo; il 18% ha riferito di subire un fastidio medio-forte mentre il 6% ha sostenuto di accusare disturbi molto forti per cui il rumore risulta fonte di stress tanto da impedire un sonno regolare. Il 78% comunque si è detto favorevole ai parchi eolici contro il 6% che si è detto sfavorevole mostrando però anche una grande capacità di impegno nel contrastare attivamente contro questa fonte di energia per il 36%. I vantaggi ravvisati dalla maggior parte dei cittadini riguardano la protezione dell’ambiente in quanto sostegno all’uscita dal nucleare e la maggiore indipendenza energetica; gli svantaggi di chi non ama questa fonte di energia riguardano i pericoli per i volatili e la violazione del paesaggio. In Svizzera attualmente sono presenti e attivi 33 grandi impianti eolici per un totale di potenza di 60 megawatt (MW) che nel 2012 hanno prodotto 88 gigawattora (GWh) di energia elettrica ovvero rifornito circa 25.000 famiglie. L’obiettivo è portare la produzione di energia elettrica dai parchi eolici a 600 GWh entro il 2020 e 4.300 GWh entro il 2050. Fin qui l’analisi della Svizzera che non dista un milione di chilometri dall’Italia, dove invece abbiamo la richiesta di 13 associazioni ambientaliste di una moratoria a nuovi impianti eolici e che hanno scritto perciò ai ministri Zanonato, Orlando e Bray. Le associazioni che hanno firmato l’appello sono: Italia Nostra, Presidente Marco Parini – Altura, Presidente Stefano Allavena – Amici della Terra, Presidente Rosa Filippini – Associazione Italiana per la Wilderness, Segretario Generale Franco Zunino e Presidente Onorario Carlo Ripa Di Meana, Comitato nazionale contro fotovoltaico ed eolico in aree verdi, Presidente Nadia Bartoli – Comitato Nazionale per il Paesaggio, Segretario Oreste Rutigliano – Comitato per la Bellezza, Presidente Vittorio Emiliani – Lipu, Presidente Fulvio Mamone Capria – Mountain Wilderness, Presidente Carlo Alberto Pinelli – Movimento Azzurro, Vice Presidente Vicario Dante Fasciolo – Verdi Ambiente e Società (VAS), Presidente Guido Pollice – Rete della Resistenza sui Crinali, Coordinatore Alberto Cuppini – TERRA CELESTE Associazione culturale, Presidente Luisa Bonesio. Sostanzialmente la vertenza delle 13 associazioni riguarda il sistema incentivi alle rinnovabili e scrivono:

Da Associazioni ambientaliste sensibili alla tutela del territorio, ci siamo espressi fin dall’inizio contro gli incentivi che hanno favorito la speculazione a danno del paesaggio, della natura, dei territori collinari e montani, sui crinali appenninici e nel Mezzogiorno, senza portare riduzioni significative, a livello complessivo, dei gas climalteranti.

Ovviamente non una parola contro le 13 centrali a carbone italiane e contro gli incentivi sotto forma di capacity payments oppure per la catttura e stoccaggio della CO2. Non una parola contro i possibili incentivi pari a quasi un miliardo di euro in incentivi che potrebbero essere versati alla nascente centrale a carbone del Sulcis e neanche una parola contro il sistema di incentivazione delle energie fossili tra cui il carbone appunto, di cui ampiamente abbiamo discusso e parlato dopo il libello di Chicco Testa.

Fonte:  Corriere del Ticino

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