“Colpevoli di pacifismo”, attivisti di Greenpeace prigionieri in Russia

Il 5 ottobre in tutto il mondo si sono svolte manifestazioni e iniziative di solidarietà per chiedere la scarcerazione degli attivisti di Greenpeace detenuti in Russia con l’accusa di pirateria a seguito della pacifica protesta contro la piattaforma petrolifera di Gazprom, la prima ad operare nell’Artico.Immagine

Sabato scorso si sono svolte in tutto il mondo iniziative di solidarietà, manifestazioni e veglie per chiedere la scarcerazione degli attivisti di Greenpeace detenuti in Russia con l’accusa di pirateria a seguito della pacifica protesta contro la piattaforma petrolifera di Gazprom, la prima ad operare nell’Artico. Tra i trenta attivisti anche un italiano, Cristian D’Alessandro. Cristian, 31 anni, napoletano, è laureato in biotecnologie mediche, fa parte dell’equipaggio delle navi di Greenpeace (Arctic Sunrise, Esperanza, Rainbow Warrior) da due anni. Per chiederne la liberazione, eventi in corso o in programma in 135 città in 45 Paesi, dalla Nuova Zelanda al Messico, dalla Thailandia alla Norvegia. Sabato in Italia i volontari di Greenpeace stanno facendo attività di sensibilizzazione nelle maggiori città, chiedendo a quante più persone possibile di unirsi all’appello rivolto alle autorità russe per la scarcerazione di Cristian e gli altri attivisti. La petizione, in Italia al sito, ha raggiunto un milione di firme in due settimane. Ieri un grande striscione con la scritta “Liberate Cristian” è stato aperto sul Maschio Angioino a Napoli, sua città natale.

Ad Hong Kong, centinaia di persone si sono ritrovate al porto per formare un gigantesco banner umano, in Sud Africa si stanno recando verso i centri di detenzione utilizzati durante l’Apartheid, a Toronto proiezioni notturne avranno luogo per tutta la notte. A Madrid i sostenitori di Greenpeace si danno appuntamento a Puerto del Sol con una replica della nave Arctic Sunrise, mentre i pescatori senegalesi dimostreranno la loro solidarietà navigando in flottiglia. A Mosca invece va avanti la protesta davanti alla sede di Gazprom, dove gli attivisti si danno il turno uno alla volta da 10 giorni per non contravvenire alle rigide regolamentazioni russe. “I nostri attivisti hanno compiuto un atto di incredibile coraggio per proteggere tutti noi dai cambiamenti climatici e l’Artico dalle trivellazioni petrolifere. È di cruciale importanza che ora milioni di persone in tutto il mondo si uniscano alla richiesta della loro liberazione, e dimostrino ad aziende come Gazprom e Shell che non ci lasceremo intimidire o ridurre al silenzio” ha dichiarato Kumi Naidoo, Direttore esecutivo di Greenpeace International.

Fonte: il cambiamento

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