Tutti insieme appassionatamente

“Chi scrive infine deve chiedere venia di questo suo insistere monocorde sul tema delle centrali geotermiche amiatine. Il fatto è che la miscela degli ingredienti (tutti italici) ha dell’incredibile”. Carlo Carlucci torna a denunciare lo sfruttamento geotermico del monte Amiata.geotermia_amiata4

La perdita dell’acquifero dell’Amiata, assestata ora, si desume, al 50%, dovrebbe continuare se non precipitare col raddoppio della produzione geotermica

Non si sa dove e come e in che quantità Enel riscuota i certificati verdi. In otto anni di opposizione alla geotermia qui sull’Amiata non ci è stata data alcuna risposta. In circa 13 anni di funzionamento della centrale geotermica di Bagnore 3 situata sulle sorgenti del Fiora, circa il 70 % dell’acqua della Montagna, questa si è ridotta del 50% con un’impennata drastica nel suo calo. L’arsenico che non superava le soglie fisiologiche del 3-4 % è balzato pressoché ovunque oltre il limite di 10. I costosissimi filtri (che paghiamo noi in bolletta) sono in funzione praticamente dovunque. Il 17 ottobre presso il TAR di Firenze si discuteranno i ricorsi presentati da SOSgeotermia e dal WWF. Enel nel frattempo procede ad approntare il raddoppio (Bagnore 4 e riassetto delle centrali di Piancastagnaio). L’assessore regionale all’ambiente dott.ssa Bramerini doppiamente coinvolta (col Presidente Martini prima e con Rossi poi) in questa escalation dorme il sonno del giusto essendosi cautelata coi famosi ‘studi’ che al solito assolvono coi dovuti se, qualora, pur tuttavia… Insomma tutti felici e in contanti nel senso che questi soldi di Enel in questi periodi di vacche magrissime cascano a fagiolo. Periodi di vacche magrissime che non hanno impedito all’AD di Enel di aumentarsi lo stipendio di circa 5 milioni di euro del 40% passandolo a quasi 9 milioni. In Parlamento si è discusso che certi emolumenti dei super burocrati, in questo periodo di vacche magrissime, andavano messi a regime. Si è passati al voto e naturalmente questi super stipendi non sono stati toccati. Che il resto degli italiani, i morti di fame, i falliti, i super tartassati continuino pure a suicidarsi… E gli amministratori, per lo più Pd, regionali, provinciali, comunali? Plaudono, oh come plaudono a Enel che eroga, eroga… Eroga dei soldi la cui provenienza rimane più o meno un mistero. Non è un mistero comunque che i due principali fornitori di energia (con gli AD assolutamente intercambiabili) Eni ed Enel partecipino fattivamente alla (pro domo sua) programmazione energetica del Bel Paese. Proprio in ottobre quando si discuterà al Tar la grave situazione delle centrali Enel amiatine vi saranno le manifestazioni, in occasione dell’anniversario della scoperta dell’America, contro la politica di Enel in America Latina (e da noi!). Già perché i poveri meticci e indios latino americani sono contro le immani dighe che allagheranno milioni di ettari di foreste. Situazione ben diversa dalla supina acquiescenza dei pochi, sparuti amiatini tesi a spartirsi quei pochi, fantomatici posti di lavoro assieme agli amministratori pappa e cacio. Quando l’acqua mancherà ancora e tanto i soliti ignoti ordineranno altri studi, i soliti studi assolutori conditi coi se, ma, qualora… particelle avversative, avverbi giustificativi appunto di quel tutti insieme appassionatamente. Chi scrive infine deve chiedere venia di questo suo insistere monocorde sul tema delle centrali geotermiche amiatine. Il fatto è che la miscela degli ingredienti (tutti italici) ha dell’incredibile. Rivediamone alcuni.

1. La regia delle operazioni, non occulta ma palese, è di fatto affidata ad ingegneri dell’Enel, udite udite, assunti dalla Regione.

2. ARS, Arpat enti di controllo (della Regione) maestri del linguaggio ‘scientifico’, in realtà gesuitico, possono in realtà dire tutto e il contrario di tutto. Di fatto, nel campo geotermia come altrove, giustificano pressoché unicamente quanto deve essere giustificato.

3. Corollario di quanto sopra rimane il faccia faccia voluto dalla Regione, nel luglio scorso, tra ambientalisti e lo staff dell’Enel. Sulle tematiche più scottanti (vedi verbali dell’incontro) gli uomini di Enel non hanno avuto di che rispondere. Il che non ha impedito al governatore Rossi di dare il via libera alla costruzione di Bagnore 4.

4. La perdita dell’acquifero dell’Amiata, assestata ora, si desume, al 50%, dovrebbe continuare se non precipitare col raddoppio della produzione geotermica. Dovremmo fidarci del presidio garantito dalla Regione? Fidarci di un Rossi che all’indomani dei risultati del referendum, allorché tutti ma proprio tutti accusavano il colpo, conclamava ai quattro venti: ‘Abbiamo vinto, il modello toscano è esportabile…’. Tempismo formidabile.

Potremmo continuare nel solito cahier des doléances ma a che pro?

Fonte: il cambiamento

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