No definitivo della Provincia a un impianto fotovoltaico da 72 ettari nella riserva della Vauda

La Provincia ha bocciato in via definitiva il progetto del ministero della Difesa di costruire un impianto fotovoltaico da 80 milioni di euro e 72 ettari ai bordi della riserva naturale della Vauda, tra i Comuni di Lombardore, San Francesco al Campo e San Carlo Canavese. Un No al consumo di suolo libero sostenuto anche dai cittadini e dalla società civile375845

No a un mega impianto fotovoltaico nella riserva naturale della Vauda, nel canavese. A opporre il secco e definitivo rifiuto al progetto del ministero della Difesa di occupare 72 ettari di suolo libero, per di più ai bordi di un parco come quello della Vauda, è la Provincia, a cui spetta la procedura di Valutazione di impatto ambientale (Via) su progetti regionali e nazionali, che ha formalizzato il proprio parere negativo. Le ragioni: il progetto sarebbe in contrasto con le linee guida regionali, con il Piano provinciale territoriale di coordinamento e con la giurisprudenza nazionale in materia. «Grandi impianti fotovoltaici sono possibili – spiega l’assessore provinciale all’Ambiente, Roberto Ronco, sollecitando un intervento legislativo del Governo di revisione della normativa sulle energie rinnovabili –, e noi non siamo contrari alla loro installazione sul nostro territorio: il problema resta valutare attentamente la loro collocazione. Anziché a una riserva naturale il ministero della Difesa poteva pensare ad aree dismesse, caserme, insomma tutti quei luoghi che non comportano consumo di suolo libero». Il progetto, che vale 80 milioni di euro, prevede la concessione dell’uso dei terreni alla Belectric Spa, che ha vinto la gara d’appalto. Una superficie pari a 112 campi di calcio all’interno dell’area della riserva che interessa i Comuni di Lombardore, San Francesco al Campo e San Carlo Canavese, favorevoli invece all’impianto. Una decisione a cui la Provincia ha cercato di opporsi già nei mesi scorsi e che aveva portato il presidente Saitta a scrivere a marzo all’allora ministro della Difesa e ai titolari dell’Ambiente e delle Politiche Agricole e Forestali. Dopo il Niet di due anni fa alla proposta dell’Ikea di aprire un nuovo punto vendite a La Loggia su un’area a vocazione agricola, la Provincia si è messa di nuovo di traverso a un progetto che porterebbe, sì, fondi nelle sempre più esangui casse pubbliche, ma a dispetto della difesa ambientale. Non è un caso che la posizione della Provincia sia sostenuta da un ampio consenso della società civile: sono state oltre due mila le mail di protesta dei cittadini contro il progetto di costruzione dell’impianto ricevute dall’ente. Nonché, si sono schierati apertamente contro la scelta del ministero della Difesa anche Slow Food, Don Luigi Ciotti, Luca Mercalli, Salvatore Settis e Padre Alex Zanotelli. «Abbiamo sollecitato più volte il Governo – spiega Saitta –, senza mai ottenere risposta. Capisco l’imbarazzo, ma questa insensibilità è un fatto grave: c’è bisogno che vengano ripensate le normative nazionali, in modo che gli enti locali non vengano lasciati soli a difendere il loro territorio. Anche per questo un eventuale ricorso della Beletric mi sembrerebbe assurdo: sarebbe come se fosse lo Stato stesso a impugnare la nostra decisione».

Fonte: eco dalle città

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