Smog e morti premature, si moltiplicano gli studi. L’ultimo dalla North Carolina

Almeno quest’anno non si può dire che lo smog sia andato in vacanza. Al consueto silenzio dei giornali durante i mesi estivi, si oppone quest’anno un’estate di studi e pubblicazioni in tutto il mondo, che indagano le conseguenze delle polveri sottili sulla salute umana

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La teoria per cui lo smog esiste solo da novembre a marzo, almeno sui giornali, sembra aver perso di consistenza quest’anno: gli studi sulle conseguenze per la salute dell’esposizione alle polveri sottili si moltiplicano giorno dopo giorno, ripresi da quotidiani e testate specializzate. Lo smog ha smesso di essere qualcosa di inevitabile, come ancora veniva percepito nel sentire comune solo pochi decenni fa, e la consapevolezza del rischio, un passo alla volta, continua a crescere. Dopo MEDPARTICLES e i risultati del progetto ESCAPE, il cui merito principale, secondo gli addetti ai lavori, non è tanto l’aver stabilito una correlazione fra tumori e smog – nota dai primi anni 90 – ma l’aver creato una grande rete tra ricercatori europei con procedure standardizzate e un linguaggio comune, il nuovo studio di cui danno notizia le agenzie arriva dalla University of North Carolina, e si può leggere (integralmente!) su Environmental Research Letters.
Due milioni e mezzo di morti l’anno a causa dello smog

I ricercatori della University of North Carolina che hanno firmato lo studio hanno usato diversi modelli climatici per stimare le concentrazioni di inquinanti atmosferici nel mondo nel 1850 e nel 2000, in modo da quantificare esattamente il contributo umano. I dati sono stati poi combinati con le stime sui morti dovuti all’inquinamento di ricerche precedenti, per determinare quante persone decedute sono legate a una certa concentrazione. Il risultato e’ stato che il particolato sottile ogni anno fa 2,1 milioni di morti, e altri 470mila si aggiungono a causa dell’ozono atmosferico. Lo studio ha anche calcolato le possibili variazioni di questi numeri dovute ai cambiamenti climatici, verificando però che l’effetto appare “trascurabile” rispetto a tali cifre: circa duemila morti in più ogni anno.

Leggi lo studio integrale

Fonte: eco dalle città

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