Tariffa e gestione dei rifiuti in una grande città: l’esempio di Zurigo (Svizzera)

La città di Zurigo a confronto con l’Italia per comprendere quali sono le principali differenze di gestione dei rifiuti (e di tariffazione). Eco dalle città ha intervistato Laura Donnicola, cittadina svizzera d’origine italiana, operatrice a Zurigo nel campo del riciclo di Apparecchi Elettrici e Elettronici375419

In Italia, con il Governo Monti, è stata introdotta la Tares, una tassa che obbliga i cittadini a pagare il servizio di igiene e raccolta rifiuti in base a quanti metri quadri ogni utente possiede. Per noi italiani è normale questo sistema, tu invece cosa ne pensi?

Credo che sia davvero strano. Non capisco davvero il senso. Ad esempio, i miei genitori sono per due o tre mesi all’anno in Italia e pagano al comune una tassa sui rifiuti come se vivessero nella loro casa per un anno intero. Eppure producono pochissimi rifiuti. Anzi, poiché sono abituati a fare la raccolta differenziata, quando ritornano in Salento, sono impossibilitati a farla correttamente. Io credo che sia insensata una tassa applicata ai metri quadri. Questo sistema non aiuta a evitare la produzione dei rifiuti. Se io devo pagare ad esempio 300 euro di tassa, cerco di produrre più rifiuti perché voglio sfruttare completamente questo pagamento.
In effetti con questo sistema si è incentivati a produrre più rifiuti e quindi nessuno ha una ragione economica a produrne di meno, proprio perché si cerca di massimizzare la propria spesa. Invece a Zurigo (Svizzera) e in quasi tutti i paesi europei in genere si applica o la tariffa o il pagamento di singoli servizi. Laura tu ora dove vivi?
Io vivo a 40 chilometri da Zurigo, dove mi reco attualmente per lavoro. E’ un paese molto piccolo, in cui si fa la raccolta porta a porta per le frazioni come la carta. Il resto viene portato all’Ecocentro dove si paga per conferire alcuni rifiuti.

I cittadini pagano per conferire i materiali all’Ecocentro?

Si, dipende dal materiale però. Si paga per conferire il polistirolo, i pneumatici o le batterie, gli inerti e laterizi. Tutti i materiali della raccolta differenziata (carta, plastica, vetro, legno, alluminio e banda stagnata o gli apparecchi elettrici e elettronici) sono conferiti gratuitamente. Ma non tutti i comuni fanno pagare questo servizio. In Svizzera la Federazione fa le leggi, e poi il Cantone e il Comune, hanno ampi margini decisionali grazie all’autonomia. Quindi dipende dal paese in cui vivi.

E per l’indifferenziato come funziona?

Nel mio paese si adotta un sistema che è simile a quello che si adotta oggi a Zurigo. Quando vivevo nei pressi del capoluogo, compravo al supermercato il sacco per l’indifferenziato, lo Zuri Sack (il cui costo varia a seconda della grandezza, da uno a quattro euro circa, in Svizzera, ricordo, si usa il Franco svizzero). Ogni utente può usare solo quel tipo di sacchetto per buttare i propri rifiuti. Ogni busta che è diversa dallo Züri-Sack non viene raccolta dall’operatore. In questo modo si è incentivati a ridurre i propri rifiuti.

Ma cosa accade se qualcuno non usa il sacchetto imposto dal tuo comune? Ci sono dei controlli?
I furbi ci sono dappertutto. A volte quando raggiungo la stazione per recarmi a Zurigo mi capita di trovare qualche sacchetto. Però nel mio paese ad esempio i cittadini hanno denunciato all’amministrazione chi faceva il furbo e usava un semplice sacchetto di plastica per buttare i propri rifiuti. Dopo la terza segnalazione, la polizia municipale ha aperto i sacchetti e sono riusciti a risalire al trasgressore. So che questo utente è stato multato.

Riguardo alla gestione operativa dei rifiuti di Zurigo (395.000 abitanti, Cantone svizzero tedesco), si legge che per strada non ci sono cassonetti stradali comunali. Secondo il calendario adottato, ogni condominio o ogni utente deve esporre in base al giorno stabilito, nel sacchetto Züri-Sack o nei cassonetti personali Züri-Sack, i rifiuti domestici (come ad esempio lampadine, sabbia per gatti, materiali e imballaggi in plastica, calze di nylon, tetrapak e sacchetti per la spesa di carta, lamette da barba, sacchetti dell’aspirapolvere, confezioni per surgelati, bicchieri di vetro, mozziconi di sigarette) che vengono avviati ad incenerimento. La carta (libri e riviste) e il cartone, e gli indumenti sono raccolti porta a porta. Anche l’umido è raccolto a parte tramite un abbonamento da pagare in aggiunta. Il vetro si differenzia per colore nei vari appositi centri. Cosa pensi di questo sistema?
Io credo che il funzioni e che ormai la gente si sia abituata. Poichè io lavoro soltanto a Zurigo e non ci vivo non posso dire di più.

A proposito, tu lavori a Zurigo per una fondazione che si occupa del riciclaggio di tutti gli Apparecchi Elettrici e Elettronici (esclusi i personal computer e i telefonini, per i quali, mi hai detto, c’è un altro consorzio con le stesse funzioni). Come va la raccolta differenziata nel tuo settore?

Direi molto bene. In Svizzera la media di riciclaggio di RAEE (Rifiuti Apparecchiature Elettriche e Elettroniche) per ogni cittadino in un anno si aggira sui 17 chilogrammi, in Europa invece la media è di soli 4 chili.

Complimenti, ma come fate a raggiungere queste cifre? Non credo che ci siano più prodotti elettrici che in altri paesi?
Io credo che sia una questione di mentalità. Le persone sono state sensibilizzate già da quarant’anni su questi aspetti. In Italia mi sembra che si guardi non oltre il confine della propria casa o del proprio giardino, mentre in Svizzera si guarda la strada. Inoltre se i cattivi comportamenti non prevalgono su quelli buoni, è perché c’è un buon controllo e soprattutto c’è l’applicazione della sanzione. Quando vengo in Italia mi accorgo che tutto questo non c’è ancora.

Fonte. Eco dalle città

 

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