Australia, il surriscaldamento dei mari causa della moria dei delfini

 

I ricercatori hanno stabilito un rapporto di causalità fra il surriscaldamento delle acque marine e la moria e di delfini e pesci

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Gli esperti lanciano l’allarme: lo spiaggiamento di molti delfini avvenuto quest’anno, potrebbe essere un anticipo di quello che sarà il futuro impatto dei cambiamenti climatici. I delfini spiaggiati e i pesci morti rintracciati con preoccupante frequenza nei primi mesi del 2013 potrebbero diventare una caratteristica ricorrente sulle spiagge del Sud Australia, specialmente se continuerà il trend in costante crescita delle temperature che, nelle prime settimane dell’anno, hanno fatto registrare livelli record. Vic Neverauskas, direttore della sezione virus acquatici del Biosecurity South Australia, ha affermato come fosse logico supporre un rischio più elevato di eventi simili visto che i mari stavano seguendo una tendenza al riscaldamento dovuta ai cambiamenti climatici. L’eccessivo calore ha prolungato in maniera anomala la vita delle alghe: le temperature di ben 5 gradi superiori alla media, unite al fenomeno dell’upwelling (la direzione del vento contraria alla rotazione terrestre): così è scattata la trappola per i piccoli pesci che ha provocato un effetto domino su tutto l’ecosistema marino. Per quanto riguarda i delfini, i mammiferi sarebbero stati vittima di un virus moltiplicatosi in virtù dell’immuno-soppressione dovuta all’eccesivo calore.

Anche se questi tipi di eventi sono rari e sfortunati, capire la loro causa attraverso ricerche e indagini è il modo migliore per prevenire questi problemi,

ha dichiarato il ministro dell’Alimentazione e della Pesca del South Australia,Grace Portolesi. Nel Vecchio Continente freddo e maltempo non danno tregua, ma non ci si deve illudere: i cambiamenti climatici ci sono e questo è solo un esempio dei devastanti effetti che possono avere.

Fonte: The Guardian

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