Pesticidi killer: stretta dell’Ue per proteggere le api

La Commissione europea approva la restrizione dell’uso di tre pesticidi – clotianidin, imidacloprid e tiametoxam – individuati dall’Efsa come dannosi per la salute delle api. Le nuove norme entreranno in vigore dal 1° dicembre 2013 in tutta l’Unione.ape_fiore8

Effetti dannosi sullo sviluppo, sul comportamento e sulla stessa sopravvivenza delleapi. Sono questi, secondo gli scienziati dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), i rischi connessi all’utilizzo, nel trattamento delle piante e dei cereali, di tre insetticidi neonicotinoidi, denominati clotianidin, imidacloprid e tiametoxam. Antiparassitari cui le api sono esposte per la presenza di residui nel nettare e nel polline delle piante trattate, ma anche per le polveri prodotte durante le semine, e che contribuiscono a ridurre la loro presenza in Europa. Le conclusioni dell’indagine Efsa sono state pubblicate a gennaio, ma la trattativa tra gli Stati membri sulle misure da adottare per difendere le api dai pesticidi killer non ha prodotto risultati: nella loro ultima riunione, ad aprile, i 27 non sono riusciti a raggiungere un accordo a maggioranza qualificata né a favore, né contro la proposta della Commissione Ue. Tra i paesi contrari c’era anche l’Italia, che si è opposta alla restrizione dell’uso dei pesticidi per trattare il fogliame degli alberi da frutto prima della fioritura. A quel punto, la Commissione ha deciso di procedere autonomamente e ha approvato una moratoria dei tre pesticidi per proteggere la salute delle api e garantire il processo di impollinizzazione, che da loro dipende per l’80% del totale. Moratoria, e non messa al bando, perché le restrizioni, che entreranno in vigore a partire dal 1° dicembre 2013, saranno riesaminate entro i due anni successivi alla luce degli effetti della norma e di eventuali sviluppi tecnici. Inoltre, il divieto non è totale: la stretta sui tre neonicotinoidi riguarda il trattamento di sementi, l’applicazione al suolo e i trattamenti fogliari su piante e cereali (ad eccezione di quelli vernini) che attraggono le api; il trattamento è, invece, ammesso per coltivazioni che attraggono le api nelle serre e per quelle nei campi all’aperto se effettuato dopo la fine della fioritura. La Commissione colloca il provvedimento nel quadro di un impegno di più ampio respiro, avviato già nel 2010 con il lancio di una strategia per la salute delle api, in via di realizzazione. Tra i progetti avviati dall’Esecutivo Ue, l’individuazione di un laboratorio di riferimento a livello europeo dedicato alla salute delle api e la realizzazione di programmi di ricerca, come Bee Doc eSTEP (Status and Trends of European Pollinators) per conoscere meglio le cause della riduzione del numero di api. In più, la Commissione ha deciso di aumentare la quota di partecipazione comunitaria ai programmi nazionali per l’apicoltura e di cofinanziare una serie studi nei 17 Stati membri che si sono impegnati volontariamente in questi campo, ricevendo finanziamenti per 3,3 milioni di euro nel 2012. I paesi dell’Unione, da parte loro, saranno costretti a uno sforzo in difesa delle api; a loro spetta infatti il compito di garantire la corretta applicazione delle restrizioni. I 27 sono tenuti a revocare o modificare le autorizzazioni esistenti entro il 30 settembre e possono permettere lo smaltimento delle scorte dei tre insetticidi solo fino alla data limite del 30 novembre di quest’anno, per prepararsi allo stop del 1° dicembre.

Fonte: il cambiamento

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