Salviamo il paesaggio, dall’assemblea nazionale le proposte per il governo

Si è riunito a Bologna il 4 maggio il Forum Salviamo il paesaggio. Dall’incontro sono uscite le nuove linee da proporre al governo e agli enti locali. Dall’utilizzo degli immobili sfitti – sui quali continua il censimento promosso dal forum – al dl “salva suoli”, al rifiuto di nuove cementificazioni e della pratica del project financing.assemblea_bologna

Quella crisi permanente che è ormai entrata a far parte delle nostre vite logora tanto le anime quanto l’ambiente. Se le persone sono afflitte dalla mancanza di liquidità, dall’impossibilità di far fronte ai pagamenti mensili, il paesaggio subisce uno stupro non minore, sacrificato in nome di una ripresa economica che tarda ad arrivare, che neppure arriverà. “Dall’edilizia la spinta per ripartire” titolava mesi fa il Sole 24 Ore, mentre giusto qualche giorno fa Brunetta incensava l’eliminazione dell’Imu che a detta sua “farà ripartire il settore edilizio”. “Incentiviamo il cemento!” sembra essere il grido di battaglia della classe dirigente italiana, che vede nelle grandi opere e nelle nuove costruzioni la via maestra per uscire dalla crisi. O per arricchirsi nel frattempo. Ma a ben vedere, non tutti sono convinti che nuovi ettari di terreno cementificato, nuove opere monumentali, altre strade e palazzi siano la soluzione per una crisi che non è solo economica, ma anche – soprattutto – ambientale e sociale (e poi politica, culturale, in una parola sistemica). Ad esempio, non sono d’accordo le le 911 organizzazioni aderenti al Forum italiano dei movimenti per la terra e il paesaggio, nato un anno e mezzo fa e riunitosi a Bologna lo scorso 4 maggio per celebrare la sua terza assemblea nazionale. Assemblea, a detta dei partecipanti, vivace e molto partecipata, con comitati e associazioni provenienti da ogni Regione d’Italia e una marea di proposte, idee, analisi. “Salviamo il paesaggio, difendiamo i territori”. Un nome ma anche un messaggio, che il forum vuole mandare allo stato, agli enti locali, alla cittadinanza. Perché, si legge nel comunicato diffuso dopo l’assemblea, “i suoli liberi o fertili” vanno considerati “come assoluto Bene Comune e come Valore ecologico ed economico (turistico, culturale, agricolo, enogastronomico …)”. E per chi pensasse che la costruzione di nuovi edifici potrebbe servire a dare finalmente una casa a chi non l’ha, il forum fa presente che in Italia esistono centinaia di migliaia, forse milioni, di appartamenti sfitti. Solo a Roma sono circa 150mila. Contro una popolazione di senza fissa dimora che in tutto il paese supera di poco le 50mila persone. Dunque ciò che abbiamo costruito in passato sarebbe di per sé più che sufficiente per soddisfare le nostre esigenze abitative. Sull’argomento il forum non manca di inviare un messaggio esplicito al “al nuovo Governo e alle forze economico-produttive”: “ri-orientare il Mercato edilizio, alla luce della conclamata crisi immobiliare in atto, dal ‘nuovo mattone’ al rigoroso ‘recupero dell’esistente’”. Per facilitare le operazioni delle amministrazioni il forum aveva indetto, ormai più di un anno fa, un censimento di tutti gli immobili sfitti sul suolo nazionale, invitando ogni comune ad inviare i propri dati relativi. Alcuni comuni lo hanno fatto, altri no. Fra le altre richieste emerse dall’assemblea, “il rapido inserimento nel calendario dei lavori parlamentari delle commissioni competenti del ddl ‘Salva suoli’, per il contenimento del consumo di suolo e la valorizzazione delle aree agricole”, “l’invito alle amministrazioni comunali a valutare con attenzione una recente sentenza del Consiglio di Stato che stabilisce la non esistenza di ‘diritti edificatori’ di suoli non ancora edificati e, dunque, la possibilità di stralciare dai Piani Urbanistici le nuove aree di espansione, senza doversi assoggettare a risarcimenti pecuniari”. Infine “l’invito a voler non considerare come una risposta alla crisi gli investimenti in (nuove) autostrade e il ricorso al project financing, considerando nel contempo conclusa l’esperienza della legge Obiettivo.” Molte idee, molti stimoli, tanti suggerimenti. Perché dalla crisi si esce con le piccole opere utili, non con ulteriori costruzioni e cemento.

Fonte: il cambiamento

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