Com’è andata la manifestazione dell’11 maggio contro l’inceneritore del Gerbido di Torino

Circa 700 i manifestanti da Beinasco a Piazza d’Armi di Torino. Il corteo aperto dallo striscione “Inceneritore=morte”. L’impianto ha iniziato a funzionare parzialmente ad aprile374872

Si è svolta nel pomeriggio di sabato 11 maggio la manifestazione contro il termovalorizzatore del Gerbido. Circa 700 partecipanti hanno sfilato da Beinasco a piazza d’Armi a Torino. Diversi i comitati e le sigle che hanno aderito alla giornata di protesta. Oltre al coordinamento “No Inc – Rifiuti Zero”, promotore dell’evento, erano presenti “Rivalta sostenibile”, “Salviamo il paesaggio”, “USB – Unione sindacale di base”. Molti manifestanti mostravano spille e bandiere “No TAV”. Un lungo striscione nero con la scritta “inceneritore = morte” apre il corteo, seguito da “cancrovalorizzatore”, “vogliamo scegliere l’aria che respiriamo”. Alcuni bambini sfilano reggendo bare bianche di polistirolo. “Questo inceneritore è un mostro, non ci sono altre parole per descriverlo -dice una manifestante-, è assurdo che si scelga di bruciare i rifiuti pur sapendo quanto si inquina”. I rischi per la salute sono uno dei motivi principali della protesta. “Adesso che l’inceneritore è in funzione la diossina e i metalli pesanti inquineranno tutta la zona per un raggio di 5 km -aggiunge la proprietaria di una cascina di Grugliasco- i nostri animali saranno danneggiati, i raccolti pure. E’ davvero questo il posto dove vogliamo far crescere i nostri bambini?”.
“Quello dell’inceneritore è un problema che non riguarda solo Torino e comuni limitrofi -afferma un altro partecipante- perchè l’impianto è vicino ai mercati generali, dove passa tutta la frutta e la verdura che viene consumata in provincia”. L’opinione prevalente tra i manifestanti su come trattare i rifiuti è che qualsiasi alternativa al termovalorizzatore del Gerbido sarebbe stata migliore. “La soluzione giusta è riciclare -sostiene un ragazzo- perchè si potrebbe recuperare il 90% di quello che si butta. E il restante 10% non lo si dovrebbe proprio produrre. Ma con l’inceneritore i comuni abbandoneranno la strada della raccolta differenziata”. Oltre al riciclo anche il trattamento meccanico-biologico viene citato più volte. “L’obiettivo rifiuti zero non è un’utopia -afferma una giovane coppia- ma l’unica soluzione davvero sostenibile”.

Fonte: eco dalle città

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