Inquinamento luminoso: dall’associazione CieloBuio un appello al Parlamento

Anche Margherita Hack e Luca Mercalli tra i primi firmatari di una proposta per contrastare l’inquinamento luminoso ed evitare eccessi ed errori nella illuminazione artificiale. Secondo l’associazione CieloBuio, si potrebbe risparmiare ogni anno 1 miliardo di euro374796

Un appello al nuovo Parlamento perché si adoperi per contrastare l’inquinamento luminoso. E’ l’ultima iniziativa dell’associazione CieloBuio, da anni attiva contro gli eccessi e gli errori di illuminazione delle città italiane, che nei mesi scorsi si era fatta promotrice del controverso provvedimento “Cieli bui” per la razionalizzazione dell’illuminazione pubblica, proposto e successivamente cancellato tra le polemiche sui presunti rischi per la sicurezza dei cittadini. Ora, l’associazione ha deciso di riprovarci, con una iniziativa popolare che vede tra i primi firmatari personalità di spicco come Margherita Hack e Luca Mercalli. «Auspichiamo che provvedimenti significativi contro l’inquinamento luminoso come quelli proposti con l’Operazione cieli bui, che forse sarebbe stato più opportuno denominare Piano per l’utilizzo razionale ed ecosostenibile dell’illuminazione artificiale, siano quanto prima oggetto di dibattito parlamentare», si legge nell’appello, attraverso il quale CieloBuio propone l’adozione di diverse misure di risparmio energetico, di contrasto dell’inquinamento luminoso e di miglioramento del comfort visivo. Ecco, in particolare, le richieste dell’associazione: evitare che gli apparecchi di illuminazione inviino luce al di fuori delle aree da illuminare e soprattutto che la disperdano orizzontalmente o verso l’alto; evitare la sovrailluminazione; evitare l’uso dell’illuminazione artificiale quando questa non serve; limitare fortemente la produzione di luce a bassa lunghezza d’onda, in particolare ultravioletta e blu; minimizzare (se possibile, azzerare) l’uso dell’illuminazione artificiale nelle aree di rilevante interesse ecologico-naturalistico; mirare alla crescita zero del flusso luminoso totale installato e, successivamente, al calo dello stesso, con l’obiettivo di riportare l’Italia ad un flusso pro capite massimo installato di 1000 lumen. In questo modo, sottolinea CieloBuio, si potrebbe non solo tutelare il cielo e contrastare i problemi – anche sanitari – causati dall’inquinamento luminoso, ma anche permettere all’Italia di risparmiare una cifra complessiva di circa 1 miliardo di euro all’anno. «Anche la reputazione della nazione se ne gioverebbe – spiega il coordinamento – poiché ci porremmo al mondo come all’avanguardia in questo importante ambito». Tra i primi firmatari, oltre alla Hack e al climatologo Mercalli, ci sono numerosi professori universitari ed esperti di astronomia, zoologia, ecologia e fisica. L’appello può essere letto e sottoscritto seguendo questo link. (In allegato il testo di approfondimento scientifico elaborato da CieloBuio).

Fonte: eco dalle città

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