Parchi a pagamento in Piemonte? Vignale: “La Mandria potrebbe far pagare 1 euro…”

I Parchi dovranno fare rete e fare cassa. Il neoassessore regionale alle Aree Protette e all’Economia Montana Gianluca Vignale: “Se il Parco della Mandria, che ha 300 mila visitatori l’anno facesse pagare a tutti un biglietto di ingresso di un euro, sommando queste entrate ai fondi pubblici avrebbe risolto tutti i suoi problemi”374722

Per il neoassessore alle Aree Protette e all’Economia Montana Gianluca Vignale i Parchi piemontesi devono “fare sistema” e cominciare a “erogare servizi a pagamento” se vogliono sopravvivere. L’idea è la creazione di un portale unico del turismo verde piemontese, con dentro non solo i Parchi ma tutte le realtà verdi della corona alpina e dell’asse del Po. “Con i quasi 23 milioni che sono previsti nel bilancio 2013 della Regione (in fase di approvazione, ndr) – sostiene Vignale – quest’anno copriamo interamente le spese del personale, garantiamo l’indispensabile nelle spese di funzionamento, e inseriamo dopo tre anni i danni provocati dalla fauna selvatica. Ma è chiaro a tutti che la Regione non potrà più garantire le risorse che versava in precedenza (30-35 milioni circa). I Parchi dovranno quindi iniziare a ragionare di più sull’attivazione di risorse autonome derivanti dall’erogazione di servizi a pagamento“. “Se il Parco della Mandria, che ha 300 mila visitatori l’anno – ha aggiunto – facesse pagare a tutti un biglietto di ingresso di un euro, sommando queste entrate ai fondi pubblici avrebbe risolto tutti i suoi problemi”. Per Vignale, lo strumento per risolvere il problema dovrebbe essere una Card, che oltre a finanziare il Parco lo metta a sistema con il territorio circostante. La Card dovrebbe cioé servire per accedere a servizi interni al Parco, ma anche esterni. Per esempio incentivando i due milioni di visitatori annuali dei Sacri Monti piemontesi ad allungare il loro soggiorno per visitare chiese, basiliche e cattedrali presenti nell’area. Oppure proponendo a chi entra in un parco un voucher sconto per l’ingresso in una piscina pubblica dei dintorni. “Tutto questo – ha detto l’assessore – esiste già. Basta imparare dagli Usa e dall’Europa che ai cicloturisti, per fare un esempio, non offrono solo piste ciclabili ma anche agriturismi, punti di ristoro e centri attrezzati disseminati lungo i percorsi”.

Fonte. Eco dalle città

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