Quanti non imballaggi ci sono nella raccolta differenziata della plastica?

Nella raccolta della plastica devono essere conferiti solo gli imballaggi, ma ci finisce ancora molta plastica non imballo. La Provincia di Torino e IPLA hanno elaborato i risultati delle oltre 1200 analisi merceologiche realizzate da IPLA nell’ambito di due protocolli d’Intesa sulla raccolta multimateriale della plastica dal 2007 al 2012. La frazione estranea misurata nella analisi merceologiche è costituita da “plastica non imballo” in una misura che va dal 23% al 48%. Pubblichiamo un intervento di Paolo Foietta, presidente ATO-R (Torino374590

Ogni giorno ogni cittadino della provincia di Torino produce circa 1,3 kg di rifiuti (per un totale di 480 kg/anno). Gran parte di questi è costituita da imballaggi plastici: circa il 9% in peso e molto di più in volume, dato il basso peso specifico di questi materiali. Nella raccolta della plastica devono essere conferiti solo gli imballaggi, ma purtroppo ci finisce ancora molta plastica non imballo: talvolta non è facile distinguere gli imballaggi dai manufatti plastici e talvolta semplicemente il cittadino non sa che i manufatti (ad esempio giocattoli, spazzolini da denti e una miriade di oggetti di uso quotidiano), benché plastici, non devono finire nella raccolta differenziata della plastica. La Provincia di Torino e IPLA hanno elaborato i risultati delle oltre 1200 analisi merceologiche realizzate da IPLA nell’ambito di due protocolli d’Intesa sulla raccolta multimateriale della plastica dal 2007 al 2012. I dati mostrano, pur con marcate differenze fra un territorio e l’altro, che ancora tanti manufatti plastici finiscono nella raccolta differenziata; la tabella seguente evidenzia che la frazione estranea misurata nella analisi merceologiche è costituita da “plastica non imballo” in una misura che va dal 23% al 48%. Proprio nei territori in cui la qualità è migliore la maggior parte della frazione estranea è rappresentata dalla plastica non imballo.
Parte di questi manufatti sarebbero potenzialmente riciclabili, poiché realizzati con polimeri riciclabili (PE, PP, PET, ….), ma non essendo imballaggi vengono scartati in fase di selezione per essere avviati a recupero energetico o peggio ancora in discarica. Oltre allo “spreco ambientale” è da segnalare il problema dello sforamento dei limiti di qualità stabiliti da COREPLA in termini di percentuale di frazione estranea, il cui sforamento è troppo spesso determinato proprio dalla presenza di manufatti plastici, con negativi impatti economici per i Comuni.
Si aggiunga infine una particolarità tutta “burocratica”: nella raccolta differenziata del nostro territorio sono già stati rinvenuti diversi imballaggi marchiati “PARI”; si tratta di imballaggi in film di polietilene (perfettamente riciclabile) che vengono classificati da COREPLA come frazione estranea in sede di analisi merceologiche, poiché sono di competenza amministrativa di un consorzio autonomo, ma che durante il processo industriale di selezione vengono comunque avviati a riciclo nel circuito COREPLA. Per quanto paradossale, ciò è quanto avvenuto in almeno due casi documentati, nei quali il Comune a causa dei pochi kilogrammi di imballaggi PARI ha sforato la fascia di qualità non vedendosi riconoscere l’intero corrispettivo.
Allo stesso tempo la raccolta differenziata, da parte dei cittadini, degli imballaggi più preziosi e facili da riciclare ha ancora notevoli margini di miglioramento: si stima che il 10% del rifiuto indifferenziato smaltito in discarica, anche nelle aree territoriali più virtuose, sia costituito dai bottiglie in PET ed altri imballaggi riciclabili: in peso, si tratta di oltre 50 mila tonnellate annue nella sola provincia di Torino, un quantitativo leggermente superiore all’intero ammontare delle raccolte differenziate di imballaggi in plastica che avviene nel nostro territorio.
La discussione per il rinnovo dell’Accordo Anci-Corepla dovrebbe tenerne conto

PRESENZA DELLA PLASTICA NON IMBALLO NELLA FRAZIONE ESTRANEA (FE) totale

% MEDIA (anni 2007-2012)
ACEA Pinerolese
31.20
ACSEL Val di Susa
35.98
ASA Castellamonte
38.37
CCS Chierese
48.34
CIDIU Zona Ovest
29.56
COVAR 14 – Torino Sud
36.71
SCS Ivrea
23.61

Fonte. Eco dalle città

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