Smog e inquinamento a Hong Kong: superati i livelli di guardia

Livelli di inquinamento e smog doppi rispetto alla soglia di pericolo per la salute166655048-594x350

L’inquinamento atmosferico ha raggiunto livelli di guardia a Hong Kong. Da qualche giorno la metropoli cinese è interessata da un flusso di aria continentale  che, purtroppo, ha portato con sé un elevato contenuto di sostanze inquinanti. Nelle centraline di rilevamento dello smog poste a Mong Koke a Causeway Bay l’API (Air Pollution Index) ha raggiunto picchi di 203 e 144 punti, a fronte di una soglia critica fissata a 100 microgrammi per metro cubo. Sopra questo limite l’inquinamento è grave, dunque, a Mong Kok il picco di smog è stato addirittura doppio rispetto alla soglia. Nel distretto degli affari i Pm2,5 sono arrivati addirittura a 207 microgrammi per metro cubo.

Le autorità sanitarie locali consigliano alle persone con problemi cardiaci e respiratori, ai bambini e agli anziani di ridurre lo sforzo fisico, le attività all’aperto e la permanenza prolungata in strade con il traffico pesante.  Naturalmente con simili livelli di inquinamento questi consigli vengono estesi alle persone sane, in particolar modo quando si toccano i 200 punti di API. Questo vero e proprio “assedio” atmosferico dovrebbe permanere sino a domani, martedì 16 aprile, quando il vento dovrebbe aumentare, contribuendo a diradare le nubi di smog. Secondo il Centro di monitoraggio ambientale della provincia di Guangdong, la concentrazione degli inquinanti atmosferici ha superato i livelli critici nell’estuario del Pearl River Delta: le aree più colpite sono state le prefetture di Zhaoqing, Foshan e Jiangmen. Dal 2007 la situazione atmosferica è molto peggiorata: la scarsa qualità dell’aria e il carovita sono state le principali cause che hanno dissuaso le imprese dal creare sedi commerciali nella metropoli. Il governo di Hong Kong – che è una regione amministrativa speciale della Repubblica Popolare Cinese – sta mettendo in campo due strategie per far fronte all’emergenza smog che attanaglia i suoi 7 milioni di abitanti: 1) sta offrendo 10 miliardi di dollari di Hong Kong (1,3 miliardi di dollari statunitensi) per sostituire i vecchi veicoli diesel, 2) vuole introdurre leggi che impongano alle navi che attraccano nei suoi porti l’utilizzo di combustibili più puliti per i prossimi due anni.

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Fonte: Bloomberg

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