Taranto. Riscontrati valori di piombo nel sangue di 9 bambini. Preoccupazione dei pediatri

Il campione non è significativo ma desta preoccupazione. E’ stata rilevata la presenza di piombo nel sangue di 9 bambini che vivono vicino all’area industriale di Taranto. Sottolineano i pediatri Annamaria Moschetti e Piero Minardi – “Pur non potendosi generalizzare i dati alla intera popolazione infantile tali valori non possono che destare preoccupazione”374489

Il 24 luglio scorso era stato lanciato il primo allarme da Peacelink. Eppure per l’Arpa Puglia erano “Inutili allarmismi, il piombo urinario è un indicatore grossolano di esposizione”. “A parte l’ovvia considerazione” – spiegava Giorgio Assennato direttore dell’Arpa Puglia che “il piombo è un metallo presente nelle urine di tutti gli abitanti del pianeta, il piombo urinario è un indicatore grossolano di esposizione che non è utilizzato ai fini della valutazione del livello al quale non si manifesta alcun effetto avverso” e che “i valori limite della Società italiana per i valori di riferimento (S.I.V.R.) non sono predittivi di eventi sanitari ma sono definiti su criteri puramente statistici, riferiti a concentrazioni misurate in campioni di popolazione ed hanno pertanto carattere esclusivamente descrittivo”.

Ma questa volta l’analisi non riguarda le urine di donne e uomini adulti ma il sangue di 9 bambini
Per Alessandro Marescotti, presidente di Peacelink: “E’ in atto una pandemia silenziosa “Secondo ISDE (Medici per l’ambiente) il fallimento nel controllo delle sostanze chimiche ha dato luogo a consistenti deficit a livello di quoziente intellettivo e attenzione nei bambini”. Scrivono la dottoressa Annamaria Moschetti e il Dott. Piero Minardi, rispettivamente Responsabile per “Ambiente e Salute Infantile” e Pediatra di famiglia Statte (TA, entrambi iscritti all’Associazione Culturale Pediatri di Puglia e di Basilicata: “Allo scopo di avere un indizio sulla esposizione al piombo dei bambini che vivono nell’area industriale di Taranto è stata valutata la piombemia di nove bambini tra i 3 e i 6 anni di età residenti a Statte. I bambini avevano valori che andavano tra 22 e i 36 microgrammi/dl di piombo nel sangue. E la prima volta che viene effettuato un simile controllo sul sangue dei bambini residenti vicino all’area industriale di Taranto. Pur trattandosi di un campione non significativo della popolazione generale e di numerosità ridotta e pur non potendosi pertanto generalizzare i dati alla intera popolazione infantile stattese e tarantina, non ci si può esimere dal fare le seguenti considerazioni:

– tali valori non possono che destare preoccupazione per la possibile esposizione di questi bambini a fonti di piombo presenti in ambiente che necessitano con la massima premura di essere individuate ed eliminate secondo quanto indicato dal Centers for Disease Control and Prevention nel 2012 (1);

– poiché la piombemia è un affidabile indicatore di esposizione e potrebbe indicare una esposizione recente (settimane precedenti) (2) come affermato dalla OMS (3), si sottolinea che i bambini potrebbero essere esposti attualmente ad una sorgente agente nel territorio; 

– a fronte del fatto che non esistono valori sicuri di piombemia per l’infanzia e che qualunque livello è associato a possibili esiti neuropsichici(4) non si può non osservare come tali valori siano di livello tale da destare preoccupazione ed a richiedere interventi urgenti a tutela della salute infantile ed uno screening sulla popolazione generale infantile. In una prossima conferenza stampa daremo tutti i dettagli di queste analisi.

Riguardo a questa analisi, Alessandro Marescotti, Presidente di PeaceLink Fabio Matacchiera, Presidente Fondo Antidiossina Taranto onlus hanno scritto a Vitaliano Esposito, Garante dell’AIA Ilva di Taranto, ai mezzi di informazione per conoscere quali siano le emissioni di piombo provenienti dagli impianti dell’Ilva di Taranto, misurate dalle autorità di controllo competenti, e se sia stata effettuata una valutazione dell’eventuale impatto sanitario di tali emissioni.

Fonte: eco dalle città

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