Con Stefano Rodotà le politiche per acqua pubblica e banda larga nella Repubblica italiana

Ecco perché Stefano Rodotà, l’80enne che potrebbe a breve essere nominato presidente della Repubblica Italiana, piace al Movimento 5 stelle e a molti italiani: ha portato avanti le battaglie per l’acqua pubblica e banda larga.

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L’acqua pubblica in Italia ha il suo paladino in Stefano Rodotà, giurista calabrese, ex garante della privacy, che potrebbe essere eletto il nostro prossimo Presidente della Repubblica. Rodotà è uno degli autori del referendum avendone scritto i quesiti. Sotto lo spot a cui ha preso parte Rodotà con Ascanio Celestini e Lella Costa proprio per chiedere all’Europa di rendere pubblica tutta l’acqua così come riconosciuto tra i diritti dell’ONU.

Ma tra gli interessi del possibile futuro presidente della Repubblica anche la banda larga per cui quando era Garante della Privacy e dunque con conoscenza approfondita dello stretto legame tra diritti e doveri in materia di protezione dei dati personali, giunse a proporre un articolo bis da aggiungere alla Costituzione italiana, come addendum all’articolo 21 sulla libertà di espressione, a cui sarebbe da integrare:
Tutti hanno eguale diritto di accedere alla Rete Internet, in condizione di parità, con modalità tecnologicamente adeguate e che rimuovano ogni ostacolo di ordine economico e sociale.
Capirete bene che questi due temi, acqua pubblica e banda larga, già di per sé rappresentano una sostanziosa rivoluzione qualora Rodotà fosse eletto presidente della Repubblica italiana, perché nonostante i suoi 80 anni conosce molto bene la rete e soprattutto ha ben chiare le sue potenzialità in merito alle declinazioni di democrazia partecipativa e governance politica. Inoltre conosce benissimo i meccanismi di diffusione delle informazioni anche relative alla protezione dei dati personali che come ha più volte sottolineato restano diritti inviolabili anche con la diffusione capillare di internet, considerato un diritto fondamentale dei cittadini.
Fonte: ecoblog

2 thoughts on “Con Stefano Rodotà le politiche per acqua pubblica e banda larga nella Repubblica italiana

  1. Purtroppo non capiterà, anche perché SEL ha deciso di votare Prodi assieme al PD. O il MoVimento 5 Stelle parla con SEL convincendo il PD, ormai sballottato e senza futuro, a votare Rodotà; oppure… ci ritroveremo con il lardo al Colle e il cainano al governo. E prenderà tutto.

  2. Crolla ilmito del Rodotà efficiente.
    Non abbiamo bisogno di giuristi al Quirinale e Governo, ma di persone che sanno invertire la perdita di posto lavoro,di “costruttori” di posti che in Italia sono rarissimi e Rodotà è ed era contro lo sviluppo dei giovani.So bene che partecipo’ al referendum sull’acqua dicendo che sono beni pubblici.Ma non c’era bisogno perchè lo dice gia’ bene la Costituzione che tutela la salute e l’acqua da inquinamento.Io feci il piano energia acqua che è un piano intelligente da 720.000 posti giovani e 125 miliardi di ricavi annui.Al Convegno sull’acqua,partecipo’ con distacco quasi desse fastidio parlare di piani acqua che per me è piu’ pubblica di quanto sosteneva Lui.Ora l’acqua è andata alla supervisione AEEG+ acqua e conoscendo come la burocrazia sa intortare gli esiti referendari, state sicuri 720.000 giovani non è Rodota’ che vi trova il lavoro, ma umili topini come me che cozzano contro mura di gomma Ministeriali.Poi il mito della banda larga.Come direbbe Fantozzi è una “cagata pazzesca” perchè oggi usando la rete elettrica arriviamo a risultati migliori.Certo bisogna saper combinare reti elettriche ed oled in tridimensione
    ed arriviamo su ogni ipad,cellulare,quello che volete.non serve niente scavare,la rete è pronta e puo’ arrivare dall’interrutore elettrico.Basterebbe che Terna ed Enel invece di far spendere soldi inutili in tralicci sapessero di intelligent grid.Chi vuole chieda al Comune di Milano, dove ho inviato un progetto Usa ma mi dicono non capiamo ed a Milano farei usare gratis 1000 km di sotterranei, con l’oled.
    Insomma le due uniche cose che ha avviato Rodotà sono senza posti ai giovani e senza ricavi.L’acqua in 20 anni apporterebbe 2500 miliardi ed il digitale se fatto dalla via elettrica e non defunta telefonia terrestre,porterebbe ad un collegamento in ogni m.di Italia.Sono solo dei parolai, come Prodi, che aveva dato 314 euro a MWh per il solare,attirando tutti i capitali diciamo dubbi e poi molti confiscati dall’Antimafia.

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