Efficienza energetica, il Piano d’azione nazionale non convince gli osservatori europei

Nell’ambito del progetto europeo “Energy-Efficiency-Watch”,un gruppo di esperti ha esaminato i Piani d’azione nazionale dei 27 Stati Ue in materia di efficienza energetica. Quello dell’Italia non ha convinto, soprattutto per quanto riguarda il settore dei trasporti

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Il Piano d’azione nazionale in materia di efficienza energetica (Paee) appare inadeguato per quanto riguarda le misure relative al settore dei trasporti. Lo sostengono 61 esperti incaricati dal Wuppertal Institute e da Ecofys Germania di esaminare il Piano dell’Italia nell’ambito del progetto europeo “Energy-Efficiency-Watch”. Oltre al documento italiano, sono stati presi in esame i piani d’azione di tutti i 27 Stati membri, che entro il mese di giugno 2014 dovranno recepire la nuova direttiva Ue sull’efficienza energetica. Il report relativo al Piano italiano (vedi allegato), dunque, ha rilevato una serie di carenze in materia di trasporti. «Molte politiche sono allo stadio di progettazione – commentano gli esperti – ma il Piano d’azione nazionale sull’efficienza energetica non spiega come e quando saranno realizzate». Il capitolo mobilità, però, non è l’unico a presentare delle lacune. Per quanto riguarda il settore industriale, ad esempio, ‘non sono previsti obiettivi obbligatori di risparmio energetico, anche se alcune industrie si sono date dei target volontari. Per quanto riguarda invece gli enti pubblici, anche se oltre mille Comuni italiani hanno aderito al Patto dei sindaci, sono ancora pochi ad aver elaborato il loro Piano d’azione per l’energia sostenibile (Seap).
Di qui la necessità di apportare una serie di modifiche, suggerite dagli stessi esperti che hanno realizzato lo studio europeo: prima di tutto, occorre allungare il respiro temporale delle politiche nazionali in materia di energia, prevedendo una strategia al 2050 per ciascun settore. Necessari inoltre incentivi economici per promuovere la diffusione di apparecchiature ad alta efficienza, nonché stabilire dei target vincolanti di riduzione dei consumi per i vari settori industriali. Per quanto riguarda infine i trasporti, il report suggerisce di introdurre incentivi per i veicoli a basso impatto ambientale e di prevedere iniziative di informazione per i cittadini.

Fonte. Eco dalle città

 

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