4. EFFICIENZA ENERGETICA PER SETTORE

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4.1 Inquadramento generale

I principali meccanismi prescrittivi e incentivanti in materia di efficienza energetica, attivati nel 2011, sono:

– il Piano d’Azione per l’Efficienza Energetica (PAEE 2011), stabilito dalla Direttiva 2006/32/CE, che rinnova l’obiettivo di risparmio di medio termine, ponendo lo stesso al 9,6% entro il 2016;

– il Decreto Legge “Salva Italia” del 6 dicembre 2011, n. 201 convertito con modificazioni in Legge 22 dicembre n. 214 ha confermato per il 2012 le detrazioni fiscali, pari al 55%, per interventi per la riqualificazione energetica degli edifici e ha stabilito che dal 2013 tale percentuale sarà del 36%3;

– il Decreto ministeriale del 5 settembre 2011 disciplina il nuovo regime di sostegno per la cogenerazione ad alto rendimento (CAR) e agli operatori titolari di impianti CAR spettano nuovi titoli di efficienza energetica. Gli impianti CAR saranno valutati dal GSE, che dovrà riconoscere i risparmi energetici e autorizzare il GME ad emettere titoli di efficienza energetica (TEE) a favore dei titolari degli impianti;

– il Decreto legislativo 3 marzo 2011 n. 28 interviene anche in materia di efficienza energetica, in particolare prevede la realizzazione di un portale informatico per l’efficienza energetica, l’attivazione di un programma di formazione per installatori e manutentori d’impianti termici, l’avvio di un nuovo meccanismo d’incentivazione per interventi di efficienza energetica di piccole dimensioni, la realizzazione di nuove schede tecniche standardizzate per interventi nell’ambito del meccanismo dei certificati bianchi.

 

Box 1 – La Strategia Energetica Nazionale

L’efficienza energetica

Gli obiettivi

L’efficienza energetica rappresenta la prima priorità della nuova strategia energetica. Contribuisce infatti contemporaneamente al raggiungimento di tutti gli obiettivi di costo/competitività, sicurezza, crescita e qualità dell’ambiente. Al centro delle politiche energetiche vi è quindi il lancio di un grande programma nazionale di efficienza energetica che consenta:

– Il superamento degli obiettivi europei al 2020.

– Il perseguimento di una leadership industriale per catturare la crescita del settore in Italia e all’estero.

 

In termini di obiettivi quantitativi, il programma si propone di:

– Risparmiare ulteriori 20 Mtep di energia primaria, e 15 Mtep di energia finale, raggiungendo al 2020 un livello di consumi circa il 25% inferiore rispetto allo scenario di riferimento europeo, basato su un’evoluzione “inerziale” del sistema (Modello Primes 2008).

– Evitare l’emissione di circa 55 milioni di tonnellate di CO2 all’anno. L’efficienza energetica rappresenterà quindi il principale motore per l’abbattimento delle emissioni di CO2.

– Risparmiare circa 8 miliardi di euro l’anno di importazioni di combustibili fossili.

 

3 Con il disegno di legge n. 134 del 07.08.2012, la detrazione fiscale del 55% per questi interventi è stata prorogata fino al 30.06.2013

 

Nel seguito del capitolo si descrive più in dettaglio lo stato e l’evoluzione dell’efficienza energetica a livello settoriale; si vogliono qui riportare gli elementi di inquadramento del tema dei potenziali dl risparmio energetico con riferimento alle tipologie di uso dell’energia, ai settori di utilizzo e alle soluzioni tecnologiche più rilevanti.

La valutazione dei miglioramenti di efficienza nei diversi settori può essere fatta mediante indici di efficienza energetica che mettono in relazione il consumo energetico per produrre beni e/o servizi con la quantità di beni e/o servizi prodotta. In particolare, qui si fa riferimento all’indice ODEX, sviluppato nell’ambito del progetto ODYSSEE-MURE4.

Nel 20105 l’indice di efficienza energetica ODEX per l’intera economia è risultato pari a 87,0; era 88,2 nel 2009 e quindi il miglioramento dell’efficienza energetica rispetto all’anno precedente è stato di 1,2 punti percentuali (figura 4.1).

I vari settori hanno contribuito in modo diverso all’ottenimento di questo risultato: il residenziale è quello che ha avuto miglioramenti regolari e costanti per tutto il periodo 1990-2010; l’industria ha avuto significativi miglioramenti solo negli ultimi sei anni; il settore dei trasporti, che ha mostrato andamento altalenante, ha infine registrato l’incremento di efficienza più modesto.

Figura 4.1: Indici di efficienza energetica (1990=100)

indici efficienza energetica

Fonte: elaborazione ENEA su dati MSE

 

Nel 2011, il consumo finale di energia in Italia è pari a 128,1 Mtep. Di questi, il calore (inteso come uso finale di energia ai fini di riscaldamento e raffrescamento) rappresenta la quota più importante, pari a circa il 45% del totale, seguito da quelli nei trasporti, pari a circa il 32%, e infine da quelli elettrici 23% (tabella 4.1).

Dal punto di vista settoriale, si nota che i trasporti sono il settore a più alto consumo di energia finale, seguito dall’industria (26%), residenziale (23%) e dai servizi (13%), mentre i consumi della Pubblica Amministrazione rappresentano il 2% circa.

4 Al progetto, finanziato dalla Commissione Europea, partecipano le agenzie energetiche nazionali dei 27 paesi UE, la Norvegia e la Croazia. L’ENEA partecipa quale membro italiano.

5 Ultimo anno per il quale sono disponibili dati disaggregati a livello di settore.

 

Tabella 4.1: Consumi finali di energia 2011, % sui consumi totali

consumi finali energia 2011

Fonte: Elaborazione su dati BEN 2011- MSE

Una prima indicazione dell’incidenza di ciascun settore nella riduzione dei consumi finali di energia è desumibile dagli obiettivi di risparmio stabiliti nel PAEE 2011 per il 2016 e 2020, riportati in figura 4.2 e dalla tabella 4.2 che mostra il contributo percentuale dei singoli settori.

Figura 4.2: Riduzioni nei consumi finali di energia attesi al 2016 e 2020 (Mtep)

 2016.2020

Tabella 4.2: Contributo percentuale alla riduzione dei consumi finali

contributo %

In particolare, oltre i 2/3 del potenziale di risparmio individuato dal PAEE sono relativi ad interventi da realizzarsi nel residenziale e terziario.

Tenuto conto di quanto sopra, si possono trarre le seguenti indicazioni:

a. Il calore risulta la tipologia d’uso principale su cui agire per conseguire miglioramenti dell’efficienza energetica;

b. il settore dei trasporti riveste grande importanza in rapporto agli obiettivi dl miglioramento dell’efficienza e risparmio energetico. Il conseguimento di questi obiettivi richiede, tuttavia, una strategia di intervento fondata

su tre linee6: evitare o ridurre la formazione di domanda di trasporto di passeggeri e merci; favorire lo shift modale verso modi di trasporto meno energivori; migliorare l’efficienza del veicolo attraverso l’adozione sia di sistemi e componenti, sia di stili di guida più efficienti;

c. le soluzioni tecnologiche per migliorare l’efficienza energetica e conseguentemente per ridurre i consumi energetici sono molteplici. A puro titolo esemplificativo, si richiamano: motori a combustione interna più efficienti per i veicoli; prodotti e sistemi per la riduzione delle dispersioni e degli assorbimenti di calore negli edifici; la cogenerazione ad alto rendimento ed il recupero di cascami termici dai processi produttivi nel settore industriale.

Fonte: ENEA

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