3. INTENSITÀ’ ENERGETICA

intensità energetica

L’intensità energetica primaria (ovvero la quantità di energia utilizzata per la produzione di un’unità di prodotto interno lordo), nel 2011, è stata pari a 129,21 tep/M€051 (figura 3.1).

Se si analizza l’andamento del consumo interno lordo e del PIL dal 2007 al 2011, si nota che fino al 2009 il PIL e l’uso di energia mostrano andamenti analoghi, con una conseguente stabilità dell’intensità energetica primaria.

A fronte dell’aumento dell’intensità energetica primaria del 2010 (+2,29%), nel 2011 l’aumento del PIL (+0,43%) e la flessione di domanda di energia (-1,9%), hanno determinato una diminuzione dell’intensità energetica pari al 2,4%. 

Figura 3.1: Intensità energetica primaria, PIL e consumo interno lordo di energia nel periodo 2007-2011

2007-2011

Fonte: elaborazione ENEA su dati MSE e ISTAT

Nella figura 3.2 è riportata l’intensità energetica primaria del PIL per l’anno 2010 per i 27 Stati membri.

L’esame del grafico evidenzia il buon posizionamento dell’Italia nel contesto europeo, con una performance di -18% rispetto alla media UE27, performance che se confrontata con l’intensità energetica di altri paesi europei, a simile sviluppo industriale, risulta inferiore del 12,8% rispetto alla Germania e del 18,4% rispetto alla Francia, ma superiore rispetto al Regno Unito (+10%) che ha compiuto progressi continuativi nell’ultimo trentennio.

1 tep per milioni di euro concatenati, anno di riferimento 2005

Figura 3.2: Intensità energetica primaria UE27, anno 2010

intensita energetica primaria

Fonte: Eurostat 

Il posizionamento dell’Italia su bassi valori dell’intensità energetica è da attribuirsi alla scarsità di fonti energetiche nazionali, alle proprie tradizioni culturali e sociali, alle caratteristiche del territorio, alla consolidata tradizione di molti settori industriali fortemente impegnati nella produzione e diffusione delle tecnologie per l’efficienza energetica (ad esempio elettrodomestici e domotica, illuminotecnica, caldaie, motori, inverter e smart grid, oltre ovviamente all’edilizia e all’automotive) e, infine, alle politiche messe in atto in risposta alle crisi energetiche mondiali.

Tuttavia il potenziale di risparmio energetico, ottenibile con interventi che offrono un ritorno economico positivo per il Paese, ma anche per il singolo consumatore, risulta ancora elevato. Ad esempio, la realizzazione di un edificio costruito secondo standard di efficienza energetica consente una riduzione dei consumi fino al 70% rispetto ad un edificio tradizionale2. Molteplici studi confermano il grande potenziale con ritorno economico positivo di numerose azioni di efficienza energetica.

2 Fonte: MSE, La nuova Strategia Energetica Nazionale per un’energia più competitiva e sostenibile, pag. 43, Settembre 2012

Fonte: ENEA

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