2. impieghi finali di energia

Nel 2011, gli impieghi finali di energia sono stati pari a 134,9 Mtep. La ripartizione degli impieghi tra i diversi settori mostra una forte incidenza di quello relativo agli usi civili, con una quota del 34,4% rispetto al 35,5% del 2010. Seguono il settore dei trasporti (31,5%) e l’industria (24,2%). La parte rimanente è di pertinenza del settore agricoltura e delle scorte di carburante per il trasporto marittimo internazionale (cosiddetti bunkeraggi), mentre il 5,1% è destinato ad usi non energetici, in particolare nell’industria petrolchimica (figura 2.1).

 Figura 2.1: Impieghi finali di energia per settore – Anno 2011 – Totale 134,9 Mtep

Fig1-PianoAzione

Fonte: elaborazione ENEA su dati MSE

L’andamento del consumo nei settori di uso finale evidenzia una riduzione del 2,65% rispetto al 2010. Tale diminuzione ha riguardato tutti i settori, per gli effetti della crisi economica e delle misure di promozione e incentivazione dell’efficienza energetica. Le maggiori riduzioni sono relative agli usi non energetici (dal 6,1 al 5,1%), che hanno risentito della crisi del settore petrolchimico, e ai consumi per usi civili (dal 35,5 al 34,4%). Il profilo dinamico dei consumi energetici nei settori di impiego finale per il periodo 2000-2011 è mostrato in figura 2.2. I dati evidenziano un andamento crescente del consumo finale fino al 2005 seguito da una progressiva diminuzione, con un’unica eccezione nel 2010 – anno in cui si è manifestato un effetto rimbalzo dopo la forte contrazione del 2009 – che nel 2011 ha fatto tornare il valore dei consumi finali ai livelli del 2000. Il confronto 2011 – 2000 mostra una consistente riduzione dei consumi del settore industriale (-23%) e un significativo aumento di quelli relativi agli usi civili (+15%), mentre i consumi degli altri settori hanno registrato variazioni di entità trascurabile.

 

Figura 2.2 : Impieghi finali di energia per settore, anni 2000 – 2011

impieghi-finali-di-energia-per-settore-anni-2000-2011

Fonte: elaborazione ENEA su dati MSE

 La distribuzione dei consumi di energia elettrica per settore economico evidenzia una dinamica positiva dei consumi dei comparti industriali, con una crescita complessiva dell’industria pari a +1,2%. Il settore industriale, con un consumo di 140 miliardi di kWh, ha rappresentato nel 2011 il 44,6% del totale dei consumi elettrici italiani (era il 44,7% nel 2010). Il maggior incremento in termini percentuali è stato registrato per i consumi dell’agricoltura, pari a 5,9 miliardi di kWh (+5,3%). I consumi del terziario, pari a 97,7 miliardi di kWh, hanno avuto un incremento dell’1,5%, in linea con quello dello scorso anno (+1,5% anche nel 2010). Anche la crescita dei consumi nel domestico è in linea con quella dello scorso anno: +0,8% a 70,1 miliardi di kWh. Se si esamina il consumo finale di energia per abitante nel 2010, per i paesi dell’Unione europea si rileva una significativa variazione tra i valori dei singoli stati membri (con un fattore medio maggiore di 3 senza considerare le situazioni estreme), come mostrato nella figura 2.3. Due paesi presentano valori molto più elevati della media: il primo, la Finlandia, è caratterizzato da un clima freddo, e da rilevanti fabbisogni per il trasporto stradale e una struttura industriale ad alta intensità energetica; il secondo, il Lussemburgo, ospita un rilevante numero di lavoratori non residenti, che incrementano la sua popolazione di circa un quarto durante i giorni lavorativi; inoltre, a causa del basso livello della fiscalità sui carburanti, il paese è soggetto al fenomeno del “pendolarismo per rifornimento”.

Figura 2.3: Consumo finale di energia per abitante – Anno 2010

TEP PER ABITANTE

Fonte: elaborazione ENEA su dati Eurostat

 Il grafico evidenzia la buona posizione dell’Italia nel contesto europeo.

Fonte: ENEA

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